Tu chiamale se vuoi emozioni (Parte XII)

 

Tu chiamale se vuoi emozioni… (Parte XII)

Mi sa che dovrei cambiarla questa rubrica. Dodici puntate mi sembrano abbastanza. Magari non è neanche piaciuta più di tanto. Non era mia intenzione allungare quasi all’infinito questo racconto. Però forse la voglia di prolungare la gioia di aver vinto un trofeo così inaspettatamente mi ha fatto dilungare un pochino.

Però la vittoria della Coppa Italia meritava di essere raccontata anche da angolature diverse. Questa è l’ultima parte, il mio saluto, il mio commiato. Tu chiamale se vuoi emozioni finisce oggi. Se è nata questa rubrica è solo per merito di una Carpisa che ha saputo regalare emozioni a me, ma anche e soprattutto ai tanti tifosi che ormai non sanno più fare a meno di questa squadra.

Ma prima di lasciarvi non posso omettere di raccontare alcuni episodi di cui sono stato testimone oculare. Episodi sempre collegati alla vittoria della Coppa e della crescente popolarità che questa Carpisa sta ottenendo nella nostra città…

Fuori alla sede della Provincia il giorno in cui la squadra ha ritirato delle targhe celebrative era bello vedere questi omoni con la tuta societaria camminare per strada destando molte curiosità e mormorii. Gli scugnizzi addirittura smettono di giocare a pallone con i sacchetti della spazzatura come porte e accorrono ad abbracciare questi ragazzoni. Istintivamente il primo che viene avvicinato è Greer. E così inizia la caccia all’autografo. “A Vittorio” fa uno. Lynn con il sorriso sulle labbra prende la penna e scrive: “To Victor”… Questi ragazzini erano contenti ed emozionati… avevano ottenuto l’autografo del loro campione preferito…Il loro campione del cuore, altro che Calaiò…Infatti dopo aver fissato negli occhi Greer, credendo forse che fosse anche lui dei quartieri uno di loro gli fa, dimostrando tutta la sua conoscenza specifica del gioco del basket e soprattutto della lingua inglese: “Sì, ma ‘e che squadra sii?”.

Poi mentre i giocatori della Carpisa dopo aver ricevuto i premi dalla Provincia si recano al Pullman tutti in mezzo alla strada si avvicinano cercando di capire chi fossero quei giganti che passeggiavano a Piazzetta S.Maria la Nova. Alcuni escono dalla bottega del barbiere lì vicino per curiosare meglio. Uno, con in faccia ancora la schiuma da barba, ma solo per metà della faccia, guarda Greer e quasi con disprezzo fa agli amici: “Uà cumm è picirill…”

Bello anche vedere le guardie giurate che dovevano fare un po’ di servizio d’ordine che si fanno fare le foto e si fanno firmare gli autografi.

Insomma questa è Napoli. Una città che non è abituata a vincere, ma una città che quando lo fa mette in campo tutto il cuore e tutta la passione che ha dentro. La Coppa Italia è solo l’inizio…Questi ragazzoni hanno promesso che prima della fine di quest’anno vogliono provare ancora le stesse emozioni che hanno vissuto nei tre giorni di Forlì…
Vogliono ancora vincere qui, nel profondo Sud. Dove tutto è più difficile…(copyright del presidentissimo)

The End

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