Tu chiamale se vuoi emozioni .. (parte IX)

 

Tu chiamale se vuoi emozioni .. (parte IX)

Vincere contro la Lottomatica è stata una passeggiata di salute. La vittoria più semplice mai ottenuta nella storia della pallacanestro. Un predominio totale ed incondizionato. Si vedeva fin dal riscaldamento che quella Roma lì era destinata a perdere, ed anche di brutto. Non c’era trippa per gatti, e nemmeno un po’ di Whiskas…Insomma quei poveri gatti erano destinati a fare la fame.

Ma vuoi mettere i nostri giocatori con quelli lì.. Ma chi è sto Bodiroga. Poi Tusek, Hawkins… Ma daiiiii… Al massimo giocatori buoni per fare una buona prima divisione. Niente di più. Infatti i giocatori napoletani sin dai primi minuti si vedeva che erano più forti…ma nettamente più forti..

(ma che partita ho visto?) Giusto!!! Troppo sborone…Forse… Soprattutto se si pensa che nei primi tre quarti di gara quelli lì sono sempre stati avanti nel punteggio. Anzi fino alla metà del quarto periodo.. Ma che c’entra sta cosa? Eravamo noi che li abbiamo allascati un po’… L’abbiamo fatto per lo spettacolo, per dare un po’ di soddisfazione ai nostri cuginetti che pure si erano fatti una bella scampagnata per arrivare fino al PalaFiera di Forlì. Anche per i tanti telespettatori che vedendo Napoli avanti di trenta subito avrebbero cambiato troppo presto canale...Strategie commerciali…di marketing… si direbbe oggi…
È bastato poi cominciare a giocare, ma solo un po’, e loro hanno fatto la fine dei tracchi… Come prevedibile, d’altronde..

Ed i tempi supplementari? Obietterà qualcuno… Come la mettiamo con i tempi supplementari? Anche quella era una questione di merchandising? Bho! A dire la verità questa cosa dei supplementari non me la so spiegare… Forse si trattava di una specie di patto fatto con quelli di Ski che non sapevano cosa mandare in onda dopo la finale. Mha! Un piacere fatto a Flaviotranquillo che non era poi così tranquillo, si dice avesse un problema di palinsesto, forse perché si era perso la gita forlivese per fare le ore piccole per guardare l’allstargame in quel di Houston, Texas, o forse in qualche altra parte degli States, o più probabilmente in uno studio di registrazione milanese …insieme a quel suo amico buffone o giù di lì…
E così dopo aver prolungato l’incontro per mere esigenze televisive e dopo aver masochisticamente accresciuto la nostra attesa e la sofferenza dei romani finalmente scattò il 45’ minuto. Non prima di aver visto qualche pennellata qua e là di Greer, qualche numero di Sesay, qualche sportellata di Rocca, il mitico Mason Rocca, e un tiro mancino di Citta in mezzo a tre o quattro di loro ad una manciata di secondi dalla sirena…

Poi questi pazzi di napoletani, come se non avessero capito che questa Tim Cup fosse un oggetto così facile da portare a casa…cosa mi fanno? Mi fanno l’invasione di campo più veloce mai vista su un parquet…Si sbracciano, cantano, piangono, si abbracciano…I soliti napoletani…Bisognerebbe essere più inglesi, più contenuti, più morigerati…Non come quel giornalista lì che nonostante tutti gli ammonimenti della signorina Rottermeier stava anche lui in mezzo al campo fregandosene di aver lasciato incustodito lì su quei banchi di scuola il proprio computer, e soprattutto fregandosene della sicura punizione alla quale sarebbe andato incontro…

To be continued…

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