Notte prima degli esami... (Parte VII)
 
Notte prima degli esami…(parte VII)

Prima che mi venisse sta specie di fissa per gli Anni ’80 non facevo attenzione a molte cose. Ma ora ho notato che l’interesse generale verso quel mitico decennio sta crescendo. In tivvù i programmi che trattano di questa nuova tendenza si stanno moltiplicando. All Music trasmette da sempre OneShot80, poi un altro programma con Vladimir Luxuria di cui ignoro il nome, invece su Mtv c’è Absolutley’80 con Giorgia e Faso, quello di Elio e le Storie Tese.

Insomma c ‘è una riscoperta totale di quel periodo. Un bel periodo non c’è che dire. I trentenni di oggi sono cresciuti in quegli anni. Vivevano quel disimpegno, vivevano in quell’atmosfera ovattata. Vivevano in un mondo dorato, in un mondo dove c’era fiducia, c’era il secondo boom economico. L’Italia dei Socialisti che rubavano e dei democristiani che dovevi votare turandoti il naso. L’epoca in cui io non capivo un’acca di politica, proprio come faccio adesso. L’epoca della pantera, l’epoca delle occupazioni, dello sciopero bianco, delle assemblee concerto a scuola, l’epoca degli scioperi, l’epoca in cui si inventavano gli scioperi il sabato mattina a piazza Matteotti con tanto di volantini falsi per fare filone ed accorciare la settimana. L’epoca in cui si andava al palazzetto a piedi, con il bus, con un passaggio di qualcuno. L’epoca in cui andavamo al palazzetto con quelli un po’ più grandi. Con la Ritmo bianca tutta ammaccata di Carlo che era un signore perché non ci faceva pagare la benzina e la tangenziale. Con la Fiesta anni ’70 di Mario che era troppo spilorcio. Non ci veniva mai a prendere sotto casa, ma in luoghi distantissimi e poco comodi che dovevamo raggiungere a piedi. Appena salivamo in macchina ci chiedeva una tassa di 2000 lire. Eravamo solitamente in quattro. Lui naturalmente non metteva un soldo ed in più gli dovevamo procurare pure l’abbonamento. Con seimila lire si pagava la tangenziale andata-ritorno più “una ricca cinquemila di benzina”. Ma lui così ci guadagnava. Infatti all’andata scendeva i Colli Aminei più tutto il tratto di tangenziale a “folle” per economizzare. Insomma era una truffa, ma a noi andava bene perché lui era più grande e poi perché ci mettevamo molto meno tempo per tornare a casa. E poi per vedere Walter Berry giocare avrei pagato qualsiasi cifra..

To be continued…

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