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21/10/2006 Le avversarie della Eldo in Eurolega: Zalgiris Kaunas
 
Zalgiris Kaunas: la storia della pallacanestro europea

Arvydas Sabonis, Valdemaras Chomicius, Rimas Kurtinaitis. Ai giovanissimi questi nomi forse non dicono nulla, ma ai “veterani” qualcosa torna in mente: 1988, Olimpiadi di Seul, l’Unione Sovietica batte a sorpresa gli Stati Uniti di coach John Thompson e di future stelle NBA come David Robinson, Mitch Richmond, Danny Manning, e “Thunder” Dan Majerle. I protagonisti di quella vittoria? Proprio i tre giocatori citati all’inizio. La loro squadra? Lo Zalgiris di Kaunas, Lituania.

Squadra fondata nel 1944, (il nome originale era “Kaunas United”, poi diventò un anno dopo lo “Zalgiris”) il suo nome deriva dalla Battaglia di Zalgiris, combattuta dai Lituani contro i Teutoni nel 1400. Dopo aver vinto due titoli nel ’47 e nel ’51, la squadra attraversò un lungo periodo di anonimato fino agli anni ’80, quando una nidiata di talenti esplose dopo le Olimpiadi di Mosca, tra cui proprio “Sabas”, mastodontico centro di 2,20m e grande passatore, Chomicius, formidabile playmaker, e Kurtinaitis, fantastico tiratore da tre, i quali fecero grande il team biancoverde (i colori del vessillo della famosa battaglia) vincendo tre titoli nazionali dal 1985 al 1987 e perdendone altri 4 tra l’84 e l’89, senza mai arrivare però sul gradino più alto del podio in Europa.

I tifosi lituani dovranno aspettare altri 10 anni per vincere l’Eurolega, quando la super-squadra guidata dagli assist di “Tiny” Edney, dalle triple del “tedesco” Stombergas, dall’esperienza di Anthony Bowie e dai rimbalzi del centrone Jiri Zidek sconfisse la Virtus Bologna nel 1999 alle Final Four di Monaco. Nel frattempo la Lituania divenne nazione e lo Zalgiris tra il ’91 e il 2005 vinse 13 titoli nazionali, in un campionato sicuramente di medio livello come la LKL (la Lega Lituana).

Oggi i migliori talenti lituani sono attirati dalle sirene dei più competitivi campionati russo, spagnolo, greco, ecc.., perciò lo Zalgiris non è più lo squadrone che dominava la scena internazionale nelle scorse decadi, ma una formazione ricca di giovani di belle speranze (l’età media della squadra è di 24 anni, con solo 4 giocatori oltre i 24). L’anno scorso i biancoverdi sono arrivati secondi in campionato e nella neonata Lega Baltica, perdendo entrambe le finali contro il Lietuvos Rytas di Vilnius, ma conquistandosi comunque l’accesso alla massima competizione europea per il maggiore blasone rispetto ai rossoneri di Vilnius (che parteciperanno nella Uleb Cup che vinsero due anni fa). L’obbiettivo del nuovo head coach Ainars Bagatskis (ex giocatore lettone, in Lituania dal 2003 come assistente dopo una breve parentesi a Riga) è dichiaratamente quello di far fare esperienza ai giovani e di qualificarsi alle Top 16. Lo Zalgiris è certamente una squadra alla portata del Basket Napoli, che dovrà “fare” il suo torneo proprio contro formazioni abbordabili come Kaunas, il Fenerbahce, l’Aris e il Pau-Orthez, per sperare in una qualificazione al turno successivo.

Il veterano Vidas Ginevicus, solido playmaker di 1.94, guida il backcourt biancoverde. Il croato Marko Popovic, classica guardia nel corpo di un play e potente scorer, è stato chiamato dall’Efes Pilsen Istanbul per sostituire Larry Ayuso, tornato in Porto Rico. Il non ricco settore guardie si completa con Mantas Kalnietis, ventenne alto 1.95 dotato di uno spettacolare ball-handling e di grande versatilità e con Vytenis Yasikevicius, giovane (21 anni) point-guard proveniente dalle giovanili, fratello del più famoso Sarunas, tre volte campione Eurolega da protagonista (una con il Barca, due con il Maccabi), e ora comprimario nella NBA con gli Indiana Pacers.

Il settore ali è formato da un gruppo di cinque giovanissimi (21 anni di media!), con in più il nuovo arrivato, il 31enne Marcelino Machado, a far da chioccia. Il brasiliano, fisico longilineo di 2 metri per 88 kg, visto a Rimini nel 2002-2003 (16.8 punti di media), è noto per essere uno scorer, soprattutto dalla lunga distanza, oltre che un buon difensore. Si è recentemente infortunato alla spalla, pertanto verrà sostituito fino alla fine di Novembre dal neozelandese Kirk Penney, giocatore molto simile tecnicamente, componente dei “Tall Black” (nazionale neozelandese) che sorprendentemente arrivarono al quarto posto dei Mondiali di Indianapolis 2002. Ai mondiali 2006 ha segnato 13.6 punti per gara ed è reduce da una non molto esaltante esperienza al Maccabi nel 2004-2005. E’ stato il secondo neozelandese a giocare nella NBA (breve apparizione a Miami nel 2003) dopo Sean Marks (oggi ai Suns). Ala grande titolare è Paulius Jankunas, buon rimbalzista, ottime percentuali dal campo, giocatore versatile, può giocare anche da ala piccola (sa tirare da tre). Dalla panchina arriva Valdatos Peciukas, talento offensivo proveniente da Reggio Emilia, e i giovanissimi Arturas Milankis (20 anni) e Paulius Butkevicius (19).

L’americano Tanoka Beard, centro trentacinquenne di 206 cm per 114 kg, è la bandiera della squadra lituana, il giocatore nel roster con più anni di militanza (quattro) nel team biancoverde. Il capitano è un classico lungo da doppia-doppia, grande rimbalzista. La sua esperienza e stazza potrebbe essere un fattore contro i lunghi napoletani. La batteria di lunghi si completa con Darius Silinskis, stoppatore di 2,16 chiamato a sostituire uno dei due gemelli Lavrinovic, e con i nuovi arrivi Hanno Mottola e Vladimir Stimac. Mottola, finlandese di 2,08m, proviene dalla Dynamo Mosca campione uscente della coppa Uleb. Ex allievo di Rick Majerus alla Utah University, si è ricostruito una carriera in Europa dopo i fallimenti nella NBA (2 anni ad Atlanta), per via della scarsa attitudine difensiva. E’ un tiratore, poco incline alle battaglie d’area. Stimac è un promettente serbo di 19 anni proveniente dalle giovanili.

A proposito, per i “veterani”. Oggi Sabonis è il proprietario e plenipotenziario dello Zalgiris (il cui nome completo è “A.Sabonis basketball centre Žalgiris”...), Kurtinaitis è head coach dell’Ural Great Perm, Chomicius è assistante allenatore della nazionale lituana e dello Unit Kazan. La Storia continua a vivere...

Vittorio Festa



 
 
 
 
 
 
 

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