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21/10/2006 Le avversarie della ELDO in Eurolega: CSKA Mosca
 
CSKA Mosca: la terribile Armata Rossa.

L’Eldo Napoli, alla sua prima storica apparizione al massimo torneo continentale, debutterà in casa il 25 ottobre prossimo contro il CSKA Mosca, campione in carica e tra le favorite per il titolo anche questa stagione, e sarebbe il primo back-to-back della loro storia.

Sarà senza dubbio un sfida emozionante per coach Piero Bucchi, che ritroverà da avversario Ettore Messina, il suo méntore, che lo ha lanciato nel grande basket nei primi anni novanta, quando il bolognese era assistente-allenatore alla Virtus Bologna guidata proprio dall’ex allenatore della nazionale vice-campione europea nel ’97. Bucchi è un “messiniano” purosangue, simile anche nel carattere, sia dentro che fuori dal campo: tanto pragmatismo, poche parole e grande capacità di gestione del gruppo. Vedremo perciò un duello tra due squadre molto simili sul piano del gioco, che amano giocare in velocità (Napoli ne fa il suo “credo” in attacco, il CSKA usa molto anche soluzioni offensive a metà campo), ed assisteremo ad una seconda partita, quella sulle panchine, con molti aggiustamenti da una parte e dall’altra.

La stella della squadra russa è il sesto uomo di lusso Theo Papaloukas, playmaker all-around di 1,98 per 90 kg, fresco vice-campione del mondo con la Grecia in Giappone e autore di una delle più belle prestazioni di un giocatore greco ai campionati del Mondo dai tempi di Galis e dell’attuale coach Yannakis (anni ’80), quella contro gli Stati Uniti, con 12 assist (massimo di sempre) e una gran leadership, contro difensori del calibro di James o Wade. Ex giocatore del Panionios di Andrea Mazzon e dell’Olimpiacos, Papaloukas fu portato in Russia dall’attuale allenatore della Dynamo Dusan Ivkovic, ed ha vinto nel 2006, il su terzo anno, anche il titolo di MVP delle Finali Eurolega. Maestro del gioco in pick & roll, Papaloukas è un giocatore di grande intelligenza cestistica, ma anche potente, da potenziale tripla doppia.

Il playmaker titolare è J.R. Holden, giocatore molto rapido, energico penetratore che a malapena arriva all’1,80. Sebbene sia nativo della Pennsylvania, il “giovane Holden” è stato insignito del passaporto russo per meriti sportivi: è stato premiato dal premier Putin in persona e gioca nella nazionale Russa nelle qualificazioni agli Europei 2007 di Spagna. Gioca spesso da guardia con Vanterpool in regia.

Non c’è squadra europea senza il suo americano, Trajan Langdon. Soprannominato “The Alaskan Assassin”, più per la sua provenienza da uno dei posti più belli al mondo che per il suo istinto omicida nella NBA, l’ex stella dei Blue Devils di Duke University di coach K (dove detiene il record di ogni epoca per triple messe a segno e tentate), si è ricostruito una seconda carriera in Europa, prima a Treviso, poi in Turchia e quindi in Russia, dove è riesploso dimostrandosi il giocatore che era al college, ossia eccezionale nel tiro da tre, e bravino in tutte le altre fasi del gioco senza però eccellere in nessuna.

Il backcourt si completa con David Vanterpool, guardia/ala di 1,94, giocatore che non ha bisogno di presentazioni. Buon difensore, all’occorrenza anche portatore di palla, dopo una prima apparizione da giovanissimo a Gorizia, Menotti Sanfilippo lo prese con sè ad Avellino salvandolo letteralmente dal marasma delle leghe minori USA. Poi il titolo a Siena nel 2004 insieme al suo attuale compagno David Andersen. E’ il miglior contropiedista della squadra insieme a Holden.

Il veterano Zakhar Pashutin è una guardia/ala dalla grande attitudine difensiva, mentre il fratello Evgueni è un ex giocatore ed è assistente di Messina insieme a Lele Molin. Il giovane prodigio di casa Ponkrashov, guardia campione europea under 20 nel 2005, si fa le ossa partendo dalla panchina. Giocatore di 2 metri, gioca playmaker, ma ha mostrato anche buoni movimenti sottocanestro.

Il settore lunghi è dominato dallo sloveno Matjaz Smodis. Grande Slam (Eurolega, C. Italia e scudetto) a Bologna con, guarda caso, coach Messina nel 2001, altro titolo a Bologna, sponda Fortitudo nel 2005, il secondo della Effe: un vincente nato. Matjaz, ala grande, è un giocatore di grande personalità, multidimensionale, ha gioco in post basso, sa tirare da tre, sa penetrare per l’arresto e tiro, e non disdegna di avere nelle mani l’ultimo pallone decisivo. Messina vuole da lui più rimbalzi e un maggior impegno in difesa.

Thomas Van den Spiegel e David Andersen sono altre due vecchie conoscenze del nostro campionato italiano. Il primo arrivò lo scorso anno a stagione in corso per sostituire il secondo, gravemente infortunatosi. “VDS” è il centro di 2,14 che fu “croce e delizia” dei tifosi di Fortitudo e Virtus Roma con i suoi rimbalzi, stoppate e schiacciate, mentre Andersen, identico ruolo e leggermente più basso (siamo intorno ai 2,10), è stato il centro titolare della Virtus del Grande Slam 2001 e di Siena campione 2004. Di passaporto danese ma nato in Australia, Andersen è un giocatore di gran talento, sia tecnico che atletico (ed infatti è stato seconda scelta degli Atlanta Hawks nel 2003) ma che forse non ha espresso interamente tutto il suo potenziale. Il coach vuole da lui più continuità e carattere, ma è un giocatore completo, con un ottimo tiro dalla media.

Il lungagnone Savrasenko, 2,15, è nel giro della nazionale russa ed aveva in precedenza giocato nel Peristeri, in Grecia, poi fallito.

Il roster si completa con il giovanissimo Voronchevic e con Nikita Kurbanov. Quest’ultimo è un’ala grande sottodimensionata, ceduto in prestito lo scorso anno a Rostov, che Messina vorrebbe gradualmente spostare al ruolo di ala piccola, ma dovrà costruirsi un tiro da fuori affidabile. Famosi i suoi giochi a due dentro-fuori con Holden.

Il CSKA (Central Sports Army Club) Mosca, storica squadra dell’Armata Rossa, è stata fondata nel 1945 e disputa le proprie gare interne nella CSKA Universal Sports Hall (5000 posti).

Nel 2006 ha conquistato il Grande Slam, l’unico della sua gloriosa storia, vincendo Eurolega, Coppa di Russia e Campionato russo. Vanta una palmares eccezionale:

* 24 volte campione dell’Unione Sovietica,
* 3 coppe URSS,
* 13 volte campione di Russia,
* 2 coppe di Russia,
* 4 Coppe dei Campioni (l’ultima nel 1971),
* 1 Eurolega.




Vittorio Festa



 
 
 
 
 
 
 

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