QUANDO LA SQUADRA E’ SQUADRA!

 

Questa splendida realtà della Napoli di quest’anno è sotto gli occhi di tutti. Di solito chi scrive gode quando riesce a descrivere qualcosa che molti non sono riusciti a cogliere. In questo caso la mia goduria sta nell’unirmi al coro, entusiasta e ammirato che tesse le lodi di questa squadra che è … squadra dentro!
Non è la prima volta che possiamo vedere lo splendido spirito di gruppo dei ragazzi. Tutti pronti a farsi da parte o per dare tutto pur di raggiungere il risultato. Uno spettacolo che mancava da Napoli da troppo tempo, al quale ero disabituato per colpa degli isterismi delle troppe inutili prime donne degli scorsi anni. E non faccio nomi, ne cognomi, ne soprannomi, ma erano tutti lì, fino a pochi mesi fa, sotto gli occhi di tutti noi torturati, a giocare per se stessi fottendosene del risultato.
La sapienza di aver creato questo meccanismo è di tre signori che hanno saputo scegliere e guidare un gruppo vero e quindi fenomenale.
Maione è un presidente che sa unire la passione, il sano narcisismo, lo stile di altri tempi ad una competenza scientifica che invece è necessaria nello sport professionistico. In questa sua capacità di essere un romantico, passionale ragionatore è la grande differenza con gli altri presidenti e, conseguentemente, la diversità tra il gruppo napoletano e gli altri team.
Maione è arrivato in questo sport da competente, ma ha avuto l’umiltà dei forti che è quella di non sentirsi infallibili. E quando ha capito di aver “fallito” scegliendo qualche uomo ha avuto la determinazione di voltare pagina sfruttando tutto quello che di buono aveva osservato. L’avvocato vuole vincere, ma lo fa da competente, ben sapendo che se corri con un’utilitaria contro le gran turismo la vittoria sta nel non essere umiliati, nel giocarsela al massimo limitando lo svantaggio, in attesa di cogliere le occasioni buone. Inutile che ci giri attorno, il divorzio da Fadini è stata la sua scelta vincente. Liberarsi da un certo modo di gestire il team la prima grande mossa. Il resto è venuto grazie alla scelta di prendere gente affamata. Bucchi è uno che gli aveva sempre regalato soddisfazioni da amico … e grandi dispiaceri da nemico. Allora meglio tenerselo…in panca. Betti è un gran professionista, sa lavorare insieme al coach, ma senza invadere, è l’acquisto più azzeccato in prospettiva futura, uno con il quale costruire una realtà duratura!
Molti sanno della mia amicizia affettuosa con Bartocci. Quindi parlarne bene mi riesce facile, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti che averlo sia un jolly che qualsiasi società di lega vorrebbe poter giocare. Questa estate avrebbe potuto scegliere di andarsi a prendere una panca meritatissima tutta per lui, quando ho saputo che aveva scelto di rimanere…mi sono detto che qui si faceva sul serissimo!
Ho scritto queste cose per rispondere a quanti mi hanno chiesto dove possiamo arrivare. La risposta, non retorica, è che ci siamo già arrivati. Ora potremo vincere o meno campionati e coppe, la cosa più importante, la vittoria più bella l’abbiamo sotto gli occhi: una squadra che è veramente una squadra, una società che non è un capriccio di un’annata. La vittoria più bella sta nella consapevolezza di avere di fronte una realtà duratura, che potrà giocarsi per moltissimi anni la proprie chance, con il suo stile, con l’orgoglio di rappresentare una città finalmente protagonista di qualcosa di serio e importante!

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