Il simpatico Mister Bucchi

 


Mi piace sto ragazzotto. Mi ispira una simpatia … istintivamente meditata! Mi piace il suo modo di ridersela sotto i baffi, apprezzo il suo educatissimo modo di incazzarsi a bordo campo, na cosa a metà tra una esplosione e una…implosione, sorrido quando lo ascolto durante le interviste quando riesce a rispondere senza parlare, per quella sua capacità di restare letteralmente senza dire una parola per interminabili secondi per poi cavarsela con una alzata di spalle ed una battuta sempre pungente. Insomma è l’immagine che io avrei di uno scugnizzo napoletano mandato a studiare a Oxford.
Mi piace perché sa vincere, ma anche perdere, ed in giro ormai di gente che lo sa fare ce n’è veramente pochissima. E poi riesce in una cosa che ho visto fare a pochissimi: calarsi nel duplice ruolo di colui che è stato adottato dal pubblico e di quello che lo ha adottato.
Ha certamente le sue idee, ma le sa rimodellare in base agli eventi. La dichiarazione che mi è piaciuta di più? Immediato dopo partita contro Livorno. Ammettere di aver avuto una serata no ( nel senso di aver giocato na schifezza) e godersi ancor di più i punti in classifica.
Di campionati ce ne siamo sciroppati parecchi, vero compagniucci miei? Quante volte ce ne siamo andati via con le pive nel sacco avendo avuto la partita in mano? Maro’ che rosicate!
La differenza tra un campionato di vertice e uno anonimo passa proprio di qui: tra le cinque sei partite perse di un punto immeritatamente e le stesse vinte…con un pò di “determinazione”.
Mi piace il fatto che sia pronto a spiegare le sue scelte. Io ho avuto la sfiga di intervistare dei tipi che sembrava dovessero svelare i misteri del ciufolo e non parlavano manco sotto minaccia fisica…! Ho sempre avuto il sospetto che a vincere alcune partite fosse stata sora ciorta protettrice dei poverielli!
Il simpatico Mister Bucchi ha tutti i trip possibili dal punto di vista scaramantico, e cosa che lo rende ancor più simile a tutti noi figli del Vesuvio, non si tiene niente, è vendicativo dentro! Ma avendo studiato a Oxford (!) a differenza nostra sa aspettare e le sue vendette se le gusta fredde e ben guarnite!
Ma la cosa che me lo fa piacere di più è che, dopo decenni di torture fisiche e mentali, sto sant’uomo ci sta facendo vedere come si gioca a basket, prendendo da tutti i suoi il meglio, non imponendo a nessuno stili di gioco incompatibili con le proprie caratteristiche genetiche, si o ttien o ttien si no nun ce sta nient a fa’, facendo fare ai nostri colori sempre un figurone, comunque vada.
Di questo dobbiamo essergli grati: aver creato un “Basket Napoli Stile” che è tanto nostro da non poter essere copiato, che è tanto produttivo da averci dato tutto quello che ci ha già dato, che è tanto micidiale da essere temuto da tutti. Chi accetta di giocare il nostro basket scoppia…al massimo al terzo quarto è già ben cotto. E se ci batte…lo ha davvero meritato, ma a buon rendere!
Ma la cosa che mi fa pariare di più…è che chiama time out quando lo chiamerei io, maro’ che goduria!!!!!
( ue’ Piero, il mio mister sta per signor, e non come ti sei sentito dire recentemente per allenatore;-))

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