17/01/2008 Guardando un po più giù e un po più su…ma non troppo ;-)
Rassegna dei pianti di mezza Italia:
Salvatore Calise Da Rieti:
Sono ore di riflessione quelle in casa Solsonica dopo la quarta sconfitta consecutiva, il gran parlare su cessioni, acquisti, sponsorizzazioni etc. Ha fatto bene il coach della Sebastiani Lino Lardo, nel dopo gara di Milano, a chiedere prima di tutto chiarezza alla società. E il pensiero del coach reatino è lo stesso dell'intera tifoseria spiazzata da dichiarazioni e contro dichiarazioni nell'arco di pochi giorni da parte della società. Col presidente Gaetano Papalia fiducioso sull'obiettivo salvezza, impegnato in prima persona a seguire gli sviluppi di mercato e sponsor, ma ieri irraggiungibile per avere un po' di chiarezza, è il team manager Antonello Riva a spiegare la situazione. «Per quanto riguarda la squadra - spiega Riva - gli ultimi risultati negativi sono figli di diverse problematiche come gli infortuni, le assenze e alcune voci che hanno alimentato agitazione. Siamo però convinti che la squadra a Milano ha dato segnali importanti e che presto il lavoro settimanale tornerà a pagare. Il primo quarto ha compromesso il risultato ma nel secondo tempo la squadra era viva. Questo non significa che ci cureremo sugli allori ma semplicemente che con il lavoro in palestra siamo convinti che torneranno i risultati. La classifica dimostra che c'è ancora tanto da soffrire per raggiungere la salvezza ma fortunatamente i risultati di domenica sono stati positivi per noi». Riva però non chiarisce il discorso sulle possibili novità nel roster: «Ogni trattativa o ragionamento su possibili novità le sta seguendo il presidente Papalia in prima persona, dunque non saprei dire di più». Insomma con lo stesso presidente Papalia che nel dopo gara domenica: «il mercato è fermo, abbiamo fiducia in questo roster che siamo sicuri centrerà la salvezza», ha smentito le sue parole di sabato: «Ogni giocatore del nostro roster è sempre sul mercato. E' chiaro che vanno valutate le offerte e le proposte che arrivano di volta in volta» non c'è che aspettarsi ulteriori novità. Roma comunque sembra aver raffreddato il suo interesse per Sow ora che ha subito l'infortunio del play Giachetti. Resta la pista Europea. Anche le situazioni Carter (in uscita) e Ingles (in entrata) sono in stand-by in attesa di novità sulla trattativa per un nuovo partner commerciale da inserire nel gruppo della Sebastiani.
ANDREA SORRENTINO



Da Teramo:
Sul parquet del palazzetto teramano, riprenderanno ad allenarsi gli uomini di coach Bianchi a poche dalla debacle di Roma. Che ha prodotto una bella dose di critiche per i biancorossi, al culmine di un ciclo di 6 sconfitte su 7 partite giocate. Di questo e di altro parla Marco Carra, il migliore dei suoi contro la Lottomatica: «Fa parte del gioco che quando si perde inizino a circolare voci e lamentele. Io non vedo affatto un gruppo disunito, tutt'altro. E non parlerei nemmeno di una squadra carente perché gli stessi uomini sono stati capaci di fare bene a inizio campionato, dimostrando il proprio valore. Per quanto mi riguarda, in questo momento bisogna riprendere a vincere al più presto e fare in modo che il momento negativo che stiamo attraversando finisca. Certo, la situazione non va sottovalutata. A Roma sappiamo benissimo di aver disputato una pessima prestazione ma torniamo a giocare in casa e non dobbiamo farci scappare l'occasione di fare punti importanti per la classifica».
PAOLO MARINI


Da Scafati:
È furioso il presidente della Legea Scafati, Nello Longobardi, dopo la sconfitta con Cantù. Avalla le contestazioni dei tifosi e comunica ai suoi giocatori che la società non pagherà loro più gli stipendi. «Almeno fino a quando non cacceranno in campo gli attributi, fino a quando non restituiranno alla società, agli sponsor e ai tifosi lo spettacolo ed il rispetto che tutti meritiamo». Non usa mezzi termini, come è nel suo stile, il patron del club gialloblù e, all'indomani della figuraccia al Palamangano, spara a zero contro tutti i suoi atleti a partire dal capitano Dimitri Lauwers. È stato proprio il numero 10 della Legea il più contestato dai tifosi. Qualcuno gli avrebbe lanciato contro una bottiglietta di plastica all’uscita dal campo. Le contestazioni del pubblico sono però state indirizzate anche agli altri. A fine partita un folto numero di supporters ha raggiunto, dall'esterno del Palamangano, l'ingresso degli spogliatoi e ha iniziato ad inveire contro gli atleti. «Per qualche minuto ho temuto che la situazione potesse precipitare - spiega Longobardi - Sono infatti intervenuto personalmente per sedare gli animi. D'altronde capisco il momento, comprendo e giustifico i tifosi perché ci sono stati sempre vicini, hanno fatto sacrifici insieme alla nostra società e non hanno potuto digerire l'indegna prova offerta contro Cantù e soprattutto quegli ultimi scandalosi dieci minuti di gioco». È stato proprio nell'ultimo periodo che la squadra di Calvani si è sciolta, come neve al sole, sotto i colpi della formazione lombarda incassando in cinque minuti un parziale di 4-20. «È ingiustificabile - aggiunge il patron della Legea - Sembravano burattini incapaci di qualsiasi reazione. Sotto il profilo tecnico ammetto di aver fatto qualche scelta sbagliata ad inizio stagione nell'allestire la squadra ma qui è il carattere che manca, la cattiveria agonistica che non vedo in campo e che pretendo venga cacciata fuori dai miei giocatori i quali, finora, sono stati trattati con i guanti di velluto da questa società, rispettati, pagati regolarmente nonostante il nostro budget sia tra i più ridotti di tutto il campionato. L’anno scorso siamo risultati il penultimo club per incassi, avanti solo a Livorno. Eppure, nonostante le mille difficoltà, abbiamo sempre mantenuto gli impegni, garantito la puntualità nei pagamenti. Questo è il ringraziamento?». Proprio su questo fronte il gruppo dirigente scafatese ha deciso di prendere provvedimenti congelando gli stipendi per tutta la squadra. «Non avranno più neppure un euro fino a quando non dimostreranno di meritarlo - tuona Longobardi - Non solo. Non concederemo a nessuno di loro nulla osta o permessi per andare a giocare o a divertirsi altrove fino alla fine della stagione. Se, malauguratamente, retrocederemo, dovranno sprofondare tutti insieme a noi». Un'aria, quindi, tutt'altro che serena si respira da domenica sera in casa Legea. E anche in città perché nessuno vuole perdere la serie A e il rischio della retrocessione fa paura. Ecco il perché della reazione dei tifosi che considerano quella conquista, costata tanti sacrifici, come un bene dal valore inestimabile, da tutelare, custodire e difendere.
DANIELA FAIELLA

Da Udine
Dal punto di vista della classifica - ma solo di quella - una giornata tutto sommato sommato positiva. La Snaidero piega la resistenza della cenerentola Varese e, approfittando del flop interno di Scafati con Cantù, allunga a più sei sul penultimo posto. A tanto è ridotta, dopo le professioni di fede estive e la mezze promesse, la scombiccherata banda arancione: basta rimanere a galla, mantenersi a debita distanza dalla zona calda e, se alla fine, sarà migliorato il dodicesimo posto dello scorso campionato, consegneremo magari le chiavi della città ai protagonisti della storica impresa.

Ma rimaniamo agganciati al presente: soprattutto dopo aver appreso che la Snaidero è stata brava a non avere fretta nel cucinare Varese. Altro che pazienza, Allen e soci hanno impiegato ben 45 minuti (ricorrendo al primo supplementare del campionato) per abbattere il fortino ospite: siamo perfettamente d'accordo, faceva tutto parte dell'accurato piano partita, così come la...traversa colpita da Sales e il canestro a fil di sirena di Zacchetti (Udine si è così ripresa quello che Gallinari aveva tolto all'epilogo del match domestico con Milano, ndr). Uno schema, come direbbero i calciofili, "lungamente provato in allenamento", un gioco che non fallisce mai.

Bisognerebbe essere sinceri, una volta tanto: lo spettacolo offerto domenica, dalla prima realtà udinese dei canestri, è stato davvero deprimente, da rimborso del biglietto. Attacco sovente legato agli episodi (in più di qualche occasione Allen ha rischiato di morire con la palla in mano) o alla vena di singoli (non male, però, quel Green contro tutti), una difesa, come di consueto, disegnata sulla lavagna e nei proclami ma spesso soltanto un'ipotesi. Aggiungiamoci alcuni singoli sinceramente impresentabili (cosa ci azzecca Sales, ci piacerebbe saperlo) e il quadro è completo. Ma non si tratta di un episodio, di un incidente di percorso: perchè, da due mesi abbondanti, questa è la minestra che "passa il convento". Anche se, "dando cinque", a fine gara, a tutti i suoi ragazzi, il presidente Edi Snaidero ha dimostrato di gradire almeno l'impegno. Il bilancio resta comunque in rosso: due vittorie nelle ultime dieci gare, una media da retrocessione. Ma la cosa peggiore è che, alla luce delle recite più recenti, non si vede come il roster attuale possa invertire una pericolosa tendenza al ribasso. Salvo colpi di scena, almeno a stretto giro di posta, non sembrano inoltre in previsione assestamenti tecnici: e allora avanti tutta, sulla strada della sofferenza.

Roberto Zanitti


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