Carpisa, con Biella ritorno alla vittoria con brivido

 

Di ritorno da Forlì, nell'enfasi dei festeggiamenti, in tanti temevano che la Carpisa potesse risentire di un certo appagamento, oltre che di un legittimo affaticamento, dopo la tre giorni forlivese. La testa ancora in Romagna, le gambe bisognose di riposo, l'arrivo di una squadra storicamente ostica per Napoli, tutti i presupposti per un risultato negativo in campionato dopo le celebrazioni della scorsa settimana.
E per poco questi presupposti non sono stati confermati dai risultati. Solo all'ultimo secondo la Carpisa ha potuto tirare un sospiro di sollievo, battendo l'Angelico Biella e tornando alla vittoria dopo due sconfitte consecutive in campionato. Un risultato che vale oro per non rendere vana la rincorsa al terzetto di testa formato da Benetton, Montepaschi e Climamio.
La partita con Biella ha reso immediatamente le indicazioni che per gli azzurri non si sarebbe trattato di una semplice passeggiata. Coach Ramagli ha impostato sulla velocità di contropiede e transizione le armi tattiche per aver ragione della Carpisa. Del resto non aveva altra scelta: la differenza nel tasso tecnico esistente fra le due squadre era notevolmente sbilanciato verso il team di Bucchi.
E a lungo Biella ha dominato la partita, arrivando fino ad un bottino massimo di 15 punti di scarto. All'intervallo Bucchi fa la voce grossa negli spogliatoi. Da la sveglia, più che la carica, ai suoi uomini, che al rientro sul parquet cambiano completamente atteggiamento difensivo, mostrando altresì maggiore attenzione in attacco dove le tante palle perse avevano permesso numerosi contropiedi incontrastati ai piemontesi. Con un Rocca mastino, il solito Greer ed Ansu Sesay che rifila la stoppata decisiva a 3 secondi dal termine, Napoli riesce a portare a casa i due punti, che daranno il via anche alla festa “Coppa Italia” del dopogara.

Presentazione “all'americana” dei giocatori, Morena che per ultimo entra con la coppa ed il Presidentissimo Maione (per lui uno scorcio di partita vista in mezzo al Gruppo Rock) che “ruba” letteralmente il trofeo dalle mani del capitano e si avvia gaudente a mostrarla al pubblico presente. Per tutti una festa nella festa. Per tutti un brivido forte nel vedere quel drappo che scende dal soffitto del PalaBarbuto: “Carpisa Napoli – Coppa Italia 2006”

Giuseppe Cacciapuoti

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