Carpisa, una sconfitta che brucia poco

 

Passata la tempesta... Una tempesta? Sì, ma una tempesta tutto sommato piacevole. Si può esser contenti di una sconfitta? Credo di no. Però immagino che la maggior parte dei tifosi della Carpisa siano rientrati da Bologna (o hanno spento la tv) senza grossi rimpianti, senza troppa delusione. Già, perchè la Carpisa vista al PalaLandRover (che nome indicibile, gli orrori della pubblicità) è sicuramente fra le più belle viste quest'anno. Una squadra mai doma, che va sotto anche di 14 punti, ma che nel momento topico della cavalcata felsinea, fatta di straordinarie e spettacolari giocate verso la facile vittoria, riesce a rompere il ritmo, a rosicchiare punticino su punticino, fino ad arrivare alla parità e ad un tempo supplementare. Il bis concesso dopo i primi 5 minuti di gioco in cui Napoli è riuscita anche a dominare per un tratto di gara. Ma gli dei della palla arancione non hanno voluto che i due punti finissero alla squadra che giocava fuori casa. Sì, diciamo gli dei, non parliamo di "grigi" o di altro. Ci hanno già pensato in tanti lo scorso weekend a tirar fuori polemiche. Chiacchiere che alla fine si sono rivelate controproducenti per ambo le parti. A farne le spese un arbitro, Ramilli, la cui nuca è stata scambiata per la fessura di un salvadanaio, con la Climamio, "costretta" a rispondere di tasca propria per porre rimedio all'annunciata squalifica del campo di gioco. Ne fa le spese anche la Carpisa, che non ha gettato acqua sul fuoco in merito alle frasi pronunciate da Alibegovic. Risultato: animi surriscaldati dalle troppe polemiche ed eccessiva pressione sui tre uomini col fischietto. In ogni caso, la Carpisa ha dato ancora una volta dimostrazione che quest'anno nulla può considerarsi precluso. L'unico rammarico può essere solo quello di non aver ottenuto il massimo risultato nonostante l'ottima performance degli azzurri.
Ma ormai Bologna è da lasciare alle spalle. Con tutte le chiacchiere e le inutili discussioni. Come dice giustamente Bucchi, "è un'altra lezione da cui trarre insegnamento". Ora è tempo di pensare a Livorno, per ricominciare una nuova striscia positiva che riporti il team dell'avvocato Maione a stretto contatto con le posizioni di testa. Il campionato è ancora lungo, c'è da mettere fieno in cascina.

Giuseppe Cacciapuoti

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