06/03/2006 Roma - 6 febbraio 2006 - Intervista Betti

 

Bologna. Infuocato dopopartita tra Climamio e Carpisa. L’atmosfera era già abbastanza carica alla vigilia con Teo Alibegovic che senza apparente motivo aveva rilasciato dichiarazioni provocatorie. Betti e Bucchi, poi, sabato erano cascati nella trappola. Quindi di base le storie erano già abbastanza tese. In parte queste “attenzioni” avrebbero potuto anche lusingare Napoli che è stata trattata come un avversario di cui aver timore. Alle prime avvisaglie di battaglia con Bagaric che protesta platealmente per un fischio contrario si scatena l’inferno. Una moneta (la supermoviola di Sky segnala che si trattava di venti centesimi) colpisce addirittura in testa l’arbitro Ramilli. Segnale chiaro del pubblico, sempre particolarmente caldo, del PalaDozza. La terna in grigio cambia atteggiamento. Napoli viene pescata sistematicamente in varie infrazioni (passi in partenza e falli in attacco). Tutte finezze, mentre le randellate, quelle vere, usate per cercare di fermare Greer, ad esempio, vengono omesse. In questo clima di lotta, in ogni caso Napoli riesce a rimanere nel match e rischia anche di portare a casa la vittoria. Anche alla fine del secondo supplementare le scorie del match si scaricano negli spogliatoi. Furioso faccia a faccia tra Alibegovic e Bucchi. Poi le dichiarazioni di alcuni protagonisti, leggi Belinelli, politically incorrect. Infine le accuse, senza fondamento, rivolte dal massaggiatore della Fortutudo che ha sbraitato contro la panchina di Napoli perché riteneva che Greer avesse volontariamente rotto il naso a Mancinelli nelle ultime fasi del secondo supplementare. Prova a smorzare le polemiche il giemme Betti: “Innanzitutto vorrei fare i miei più grandi complimenti alla mia squadra ed a Piero Bucchi come li devo fare anche a Repesa ed ai suoi giocatori. Però quello che è successo in campo e fuori non mi è piaciuto. Il clima creato intorno a questa partita è stato assurdo. Le dichiarazioni fatte da un certo signore hanno infiammato la gara senza motivo. Posso solo pensare che questo è classico del personaggio. Evidentemente lo stesso signore si è dimenticato di quando in estate era senza lavoro e chiamava a tutti cercando disperatamente un impiego”. Poi il giemme rivolge il suo ultimo pensiero alla terna in grigio sicuramente non all’altezza della situazione. “La gara – conclude Betti - è stata condizionata dal lancio di una monetina che ha sicuramente influito sull’arbitraggio del signor Ramilli”.
lupen

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