Comments (14)

PAPALIA INIBITO A 3 ANNI E 4 MESI. ALLA NUOVA AMG SEBASTIANI BASKET 8 PUNTI DI PENALIZZAZIONE NEL 2010/11

La Commissione Giudicante Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro ha inibito Gaetano Papalia, Presidente della società Nuova AMG Sebastiani Basket per 3 anni e 4 mesi (art. 43,d Regolamento di Gisutizia, Atti di frode sportiva) e ha applicato alla società Nuova AMG Sebastiani Basket la penalizzazione di punti 8 da scontarsi nell’anno sportivo 2010/2011 (art. 44 Regolamento di Giustizia, Responsabilità oggettiva per atti di frode sportiva).
Ufficio Stampa FIP

Gaetano Papalia

La Commissione Giudicante Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro ha inibito Gaetano Papalia, Presidente della società Nuova AMG Sebastiani Basket per 3 anni e 4 mesi (art. 43,d Regolamento di Gisutizia, Atti di frode sportiva) e ha applicato alla società Nuova AMG Sebastiani Basket la penalizzazione di punti 8 da scontarsi nell’anno sportivo 2010/2011 (art. 44 Regolamento di Giustizia, Responsabilità oggettiva per atti di frode sportiva).

Ufficio Stampa FIP

Comments (8)

LACRIME NAPULITANE (Anno I, Numero 4)


Giuseppe Argiuolo

Io no, nun torno…mme ne resto fore
e resto a faticá pe’ tuttuquante.

I’, ch’aggio perzo patria, casa e onore,
i’ só’ carne ‘e maciello: Só’ emigrante!

Non vi posso lasciare soli un attimo, soleva ripetere il mio papà a me e mio fratello, parliamo di piena era paleozoica. Mi viene da ripeterlo a voi, amici del basket napoletano. E’ successo di tutto e in poco tempo. Chi ci capisce è bravo. Dura anche per osservatori, appassionati, giornalisti riuscire a trovare la chiave di lettura per capire, raccontare, commentare quello che avviene nell’incasinatissimo regno di Don Tano Papalia, dove la Corte dei miracoli annuisce  e applaude le decisioni del monarca. Palabarbuto come un centro commerciale, gente che va, gente che viene, chi chiede sconti, chi propina discutibili offerte. Un casino, volendo sintetizzare con stile.
Dopo i saluti di qualche giocatore e qualche elemento dello staff è caduta la prima testa eccellente. Il primo esonero della stagione di LegaA lo firma Don Tano, e almeno un record è al sicuro. E’ durata 2 gare e una settantina di punti di margine l’avventura napoletana del professor Marcelletti. Gli agiografi di Terra di lavoro ci raccontano del secondo esonero di fila a margine di un’attesa, per il ritorno in Massima serie, durata un decennio. Lo avevo visto in tv, nel salotto del fratellino tele-radiofonico e della Ferilli dé noi altri. Mi sembrava in forma, entusiasta, determinato, lucido. Con le idee chiare. Affermare che il professore abbia colpe specifiche per le sconfitte con Siena e Avellino sarebbe disonesto. E allora io che sono sospettoso di natura mi chiedo: dov’è la magagna? Anche uno a digiuno di basket capirebbe che la squadra è in fase precampionato, che molti elementi non sono all’altezza e solo tra un mesetto si potrà ammirare il vero volto di un team rigirato come un calzino in poche settimane. Esonerare gli allenatori: pessima abitudine calciofila, che poco si confà ad uno sport complesso come quello che amiamo, sport che impone tempi tecnici lunghi per formare la famosa chimica.
Bocciato il professore Don Tano proseguirà nella sua complicata opera di ri-ricostruzione. Kruger, pomposamente definito play alla D’Antoni (l’ho visto all’opera, non me ne vogliate: gioca alla D’Antoni, sì ma quello di oggi) pare abbia sul letto la famosa valigia cara ad Iglesias. Tutto nero, allora? No. I nuovi arrivi sono di grido. Damon Jones è un nome altisonante per chi mastica Nba ed è atleta in grado di cambiare, offensivamente, il volto di una squadra, ammesso che non sia arrivato per godersi una meritata vacanza dopo le fatiche di un paio di lustri a manetta nella Nba. Gabini è gaucho affidabile, cattivo, uno con la cazzimma che serve. Pare che nel mirino club ci siano Boykins, visto in versione sbiadita lo scorso anno a Bologna e il buon vecchio Tyron “Power” Grant, affidabile lupo d’area, crepuscolare già da un po’, ma con un passaporto italiano che fa tutta la differenza del mondo.
Resta il problema del coach. Diciamo sinceramente che non ci si azzuffa in giro per riempire il vuoto lasciato da Marcelletti. I no di Melillo e Caja sono merce da quotidiani accreditati. Sarà una mia impressione ma, qualità dei giocatori a parte, nessuno si scapicolla per strappare un contratto al presidente-internauta.
Consigli per gli acquisti: virare decisi su Maurizio Bartocci (ammesso che accetti, ovvio), buon allenatore, profondo conoscitore della piazza, naturale trait d’union della Napoli che fu. A proposito, ho notato la sterile protesta del PalaBarbuto. Mio parere: se non vi piace il film non andate al cinema, tutto qui.
Domenica faccio un salto a Bologna, con i miei ritmi copro la distanza in meno di 2 ore. Percorso basket-gastronomico. Consiglio ai naviganti: prima di andare a casa Sabatini passate all’Osteria di Clò: crescentine, cipolline al Barbera, grana e mortadella d’autore. Dovesse finire male con la palla arancio resterebbe sempre un buon motivo per ricordare la trasferta

Non vi posso lasciare soli un attimo, soleva ripetere il mio papà a me e mio fratello, parliamo di piena era paleozoica. Mi viene da ripeterlo a voi, amici del basket napoletano. E’ successo di tutto e in poco tempo. Chi ci capisce è bravo. Dura anche per osservatori, appassionati, giornalisti riuscire a trovare la chiave di lettura per capire, raccontare, commentare quello che avviene nell’incasinatissimo regno di Don Tano Papalia, dove la Corte dei miracoli annuisce  e applaude le decisioni del monarca. Palabarbuto come un centro commerciale, gente che va, gente che viene, chi chiede sconti, chi propina discutibili offerte. Un casino, volendo sintetizzare con stile.

Dopo i saluti di qualche giocatore e qualche elemento dello staff è caduta la prima testa eccellente. Il primo esonero della stagione di LegaA lo firma Don Tano, e almeno un record è al sicuro. E’ durata 2 gare e una settantina di punti di margine l’avventura napoletana del professor Marcelletti. Gli agiografi di Terra di lavoro ci raccontano del secondo esonero di fila a margine di un’attesa, per il ritorno in Massima serie, durata un decennio. Lo avevo visto in tv, nel salotto del fratellino tele-radiofonico e della Ferilli dé noi altri. Mi sembrava in forma, entusiasta, determinato, lucido. Con le idee chiare. Affermare che il professore abbia colpe specifiche per le sconfitte con Siena e Avellino sarebbe disonesto. E allora io che sono sospettoso di natura mi chiedo: dov’è la magagna? Anche uno a digiuno di basket capirebbe che la squadra è in fase precampionato, che molti elementi non sono all’altezza e solo tra un mesetto si potrà ammirare il vero volto di un team rigirato come un calzino in poche settimane. Esonerare gli allenatori: pessima abitudine calciofila, che poco si confà ad uno sport complesso come quello che amiamo, sport che impone tempi tecnici lunghi per formare la famosa chimica.

Bocciato il professore Don Tano proseguirà nella sua complicata opera di ri-ricostruzione. Kruger, pomposamente definito play alla D’Antoni (l’ho visto all’opera, non me ne vogliate: gioca alla D’Antoni, sì ma quello di oggi) pare abbia sul letto la famosa valigia cara ad Iglesias. Tutto nero, allora? No. I nuovi arrivi sono di grido. Damon Jones è un nome altisonante per chi mastica Nba ed è atleta in grado di cambiare, offensivamente, il volto di una squadra, ammesso che non sia arrivato per godersi una meritata vacanza dopo le fatiche di un paio di lustri a manetta nella Nba. Gabini è gaucho affidabile, cattivo, uno con la cazzimma che serve. Pare che nel mirino club ci siano Boykins, visto in versione sbiadita lo scorso anno a Bologna e il buon vecchio Tyron “Power” Grant, affidabile lupo d’area, crepuscolare già da un po’, ma con un passaporto italiano che fa tutta la differenza del mondo.

Resta il problema del coach. Diciamo sinceramente che non ci si azzuffa in giro per riempire il vuoto lasciato da Marcelletti. I no di Melillo e Caja sono merce da quotidiani accreditati. Sarà una mia impressione ma, qualità dei giocatori a parte, nessuno si scapicolla per strappare un contratto al presidente-internauta.

Consigli per gli acquisti: virare decisi su Maurizio Bartocci (ammesso che accetti, ovvio), buon allenatore, profondo conoscitore della piazza, naturale trait d’union della Napoli che fu. A proposito, ho notato la sterile protesta del PalaBarbuto. Mio parere: se non vi piace il film non andate al cinema, tutto qui.

Domenica faccio un salto a Bologna, con i miei ritmi copro la distanza in meno di 2 ore. Percorso basket-gastronomico. Consiglio ai naviganti: prima di andare a casa Sabatini passate all’Osteria di Clò: crescentine, cipolline al Barbera, grana e mortadella d’autore. Dovesse finire male con la palla arancio resterebbe sempre un buon motivo per ricordare la trasferta.

Comments (9)

RIVOLUZIONE MARTOS: ESONERATO MARCELLETTI, IN ARRIVO BOYKINS E GRANT?

Aveva chiesto 48 ore di pausa Papalia e da queste 48 ore di proficua riflessione ne è scaturita una piccola rivoluzione. Al Presidente della Martos Napoli non era piaciuta affatto la figuraccia rimediata domenica scorsa nel derby con l’Air Avellino. La prima mossa che ne è scaturita è quella dell’esonero del tecnico. Franco Marcelletti da ieri pomeriggio non è più il tecnico del team partenopeo. Per la sua sostituzione s’era fatto il nome di Phil Melillo che ha però prima declinato l’invito, poi accettato, poi nella tarda serata di ieri un nuovo ripensamento ha quasi definitivamente chiuso le possibilità di vederlo sedere sulla panchina della Martos. In pole position per il posto di allenatore c’è adesso Attilio Caja. Per lui si tratterebbe di un ritorno, ma non sono da escludere ulteriori sorprese.

Le novità di questa mini-rivoluzione non finiscono qui. Sarebbe in dirittura d’arrivo la trattativa per un altro grande campione ex-Nba: Earl Boykins. Il folletto statunitense, l’anno scorso a Bologna nella Virtus in cui Melillo era vice allenatore, sarebbe ad un passo dalla firma. Si tratterebbe di un altro grandissimo colpo realizzato da Papalia nel giro di pochi giorni. Nel settore lunghi, intanto, sembra sempre più imminente la firma di Tyrone Grant, il cui passaporto italiano è ormai quasi pronto. 

© Basketime.it – Riproduzione consentita attraverso la citazione della fonte.

Comments (6)

RIPARTIAMO DA… PAPALIA

Le dichiarazioni del Presidente sono l’unica nota positiva di queste ore, anzi di questi mesi che hanno seguito l’annuncio della … migrazione del titolo a Napoli. Ammettere gli errori, mostrare sincero dispiacere, sottolineare l’apporto del pubblico sono basi fondamentali per ricostruire, o meglio iniziare a costruire.

Leggo da parte di molti considerazioni che sono, onestamente, sbagliate. L’aver portato il basket a Napoli non è un affare. Sponsor latitanti da anni, una piazza attentissima piu’ ad una pipì di Lavezzi, anzi a quel tempo di Calajo, che ad un trionfo in coppa del basket, erano fatti ben noti a Papalia (ma anche che Napoli offra molto piu’ di Rieti, of course).

Ora, chi ha avuto la fortuna di andare al seguito della “vecchia” Napoli a Rieti ricorda certamente la perfetta organizzazione che c’era intorno alla squadra e se ha seguito le vicende del basket di questi ultimi anni, di come con pochi spiccioli, rispeto ai budget altissimi delle altre piazze, il gruppo creato dal Presidente avesse raggiunto al salvezza togliendosi più di qualche sfizietto!

Quindi logico non smantellare il gruppo, logico tentare di trapiantarlo a Napoli affiancando allo stesso elementi già esperti delle sempre troppo incomprensibili cose partenopee.

Da quel momento ad oggi pero’…. una parentesi che l’amaro sfogo del fine partita di domenica sembrerebbe voler chiudere, avendola ben compresa.

Da qui’ si riparte, il tempo c’e', i soldi n’zomma… che si fa Preside’?? 

Comments (8)

LACRIME NAPULITANE (Anno I, Numero 3)

Giuseppe Argiuolo

 

Io no, nun torno…mme ne resto fore
e resto a faticá pe’ tuttuquante.

I’, ch’aggio perzo patria, casa e onore,
i’ só’ carne ‘e maciello: Só’ emigrante!

 

 

Dai raffinati velluti di un noto bar della Riviera dove, nonostante la qualità dell’interlocutore e degli argomenti, l’attenzione tende a seguire lo sguardo orientato verso altri tavoli. 

Si discorre di basket e psicologia, mentre la filodiffusione ci regala l’immortale Bebop di Dizzy e Charlie, che Dio li abbia in gloria. Il professore, appassionato di pallacanestro e del cervello umano, mi offre nozioni notevoli a prezzo modico (un aperitivo) e appaga la mia sete di conoscenza sull’intrigante binomio.

Sparo la domanda: ma esiste anche nello sport l’ansia da prestazione? Riconosco che il quesito, di questi tempi, si adatta più ai salotti politici televisivi che alla disciplina che amiamo, ma la butto lì comunque per poi arrivare ad un quesito successivo. Il prof sorseggia il crodino, poi ammicca. Certo che esiste, assicura l’accademico. E allora penso alla Napoli dei canestri alla quantità di ansia che si porta nello stomaco. Ogni gara deve essere un esame se parti da –4 in classifica e tutti gli addetti ai lavori, i giornali più o meno accreditati, i semplici appassionati pensano che non ti salverai nemmeno se San Gennaro giocherà da ala piccola.

Il tutto a fronte di un roster da completare (con un budget modello ostia consacrata), le prime fughe, un audioleso che ti sputtana sul web e una città che non sembra convinta dell’operazione trasloco.

Il prof mi dice che partire con una penalizzazione rappresenta un macigno per la psiche degli atleti. E’ come se nella loro mente si materializzasse un complesso di inferiorità dovuto alla situazione di classifica. In particolare, mi spiega, chi soffre di ansia da esame manifesta pensieri negativi che provocano l’autoconvinzione di non essere in grado di superare la prova.

E l’autostima del gruppo, immagino io, deve aver subito un ulteriore colpo mortale con il –39 di Siena in diretta nazionale.

Da situazioni del genere, conclude il professore, molti atleti trovano stimoli, soprattutto i campioni. Merce rara sotto l’egida Martos, rifletto.

In definitiva un’annata con partenza ad handicap: –2 giocatori (Allred e Reynolds, fuggiti a gambe levate), -4 in classica, -1 team manager (Bye Bye Dalla Libera), -3 giocatori per avere un roster almeno dignitoso, molti – abbonamenti rispetto alle annate maionesche. Strada in salita? Diciamo che la scalata al Mortirolo appare una tappa di trasferimento al confronto. 

L’insieme delle cose non dovrebbe, comunque, spaventare FB Papalia, abituato a fare i conti con gli handicap, visto il suo pedigree nel mondo dell’ippica. 

Escursione nel forum del nostro amato sito. Non ci si accende più per questo o quel giocatore, per le rivalry che spesso hanno elettrizzato queste pagine nel recente passato. La questione di fondo è: sostenere i colori, il nome della città e una squadra al momento molto debole ringraziando Papalia per aver comunque riportato la serie A in città o maledire mister Facebook per aver trasferito ai piedi del Vesuvio una zattera destinato alla deriva e al pubblico lubridio? Quindi, abbonarsi a scatola chiusa o passare la domenica tra salotto e multisale?

Certo non posso condannare chi, con un coraggioso atto d’amore, vorrà mettersi in tasca la tessera annuale per il Palabarbuto. Sostenere gli handicappati, sportivamente s’intende, è un gesto nobile. Sono innamorati folli? Ex curvaioli che non vedevano l’ora di tornare nel loro piccolo regno? Incurabili ammalati della palla a spicchi? Napoletani con il sangue di pummarola e il Vesuvio nel mazzo che sosterrebbero anche la squadra di sottomuro basta che porti il nome Napoli sulla maglia? Chiamateli semplicemente abbonati.

Comments (19)

SETTE GIORNI (O PIU’) ALLA FINESTRA

Manca ormai pochissimo all’esordio in campionato per la Martos Napoli. Esordio che avverrà la prossima domenica, 18 ottobre, nel derby con la rinnovata Air Avellino di Cesare Pancotto. La Martos ci arriverà con un roster ancora ampiamente incompleto, poichè al momento sono solo tre sono i giocatori del quintetto a disposizione di Marcelletti che pure avrà bisogno di qualche innesto che possa dare fiato ai soli Kruger, Adeleke e Tsaldaris. 

Con la squadra attuale, con il lavoro sin qui svolto da Marcelletti, nonostante l’impegno del coach e dei pochi atleti a sua disposizione, risulta davvero difficile immaginare un successo dei partenopei sui cugini in biancoverde. Ed è impensabile e deleterio, in un campionato a sedici squadre (non diciotto o venti), regalare punti in questo modo, da subito. Il cammino è sì ancora lungo, ma non certo in discesa. La squadra partirà con una penalizzazione che sarà almeno di 2 punti (salvo benevolenze del TNAS) e già per questo motivo, in svantaggio rispetto alle dirette concorrenti per la salvezza. 

Ok, non è proprio così.

L’esordio è già avvenuto, ieri in quel di Siena. E non sono solo tre i giocatori a disposizione di Marcelletti. Probabilmente però, in ciò che ho scritto, qualche verità potrebbe esserci.

Il campionato, quello vero, comincia domenica prossima e Papalia sarà costretto ad un’altra settimana di straordinari per reperire una guardia e un’ala forte da inserire nel roster. Ma per essere competitivi in questo campionato, a meno di arrivi sensazionali, di quelli da stropicciarsi gli occhi, potrebbe non bastare. Rimaniamo alla finestra, con fiducia, finchè ne avremo la possibilità.

 

Giuseppe Cacciapuoti

Comments (14)

NOTA DELLA MARTOS NAPOLI IN MERITO ALLA QUESTIONE REYNOLDS

J.R. Reynolds

La dichiarazione di risoluzione contrattuale che il Club ha ricevuto nell’odierna mattinata dall’agente statunitense John Greig del giocatore J.R. Reynolds è assolutamente illegittima. 

Le condizioni contrattuali relative ai pagamenti sono state regolarmente rispettate, né il ritardo nell’assegnazione dell’abitazione (appena due giorni fa scelta dall’atleta) può costituire causa di scioglimento dagli obblighi sottoscritti. Il sig. Reynolds, al quale fino ad oggi è stata garantita una comoda ospitalità alberghiera, non può stupirsi di ricevere solleciti di pagamento dalla direzione dell’Hotel per i propri personali consumi (telefono, frigobar, ecc…) in quanto, come è normale che sia, si tratta di oneri ovviamente a suo carico. Resta la contestazione relativa alla mancata consegna di una fidejussione bancaria (richiesta dal suo agente a garanzia dei pagamenti futuri) che, pur raramente prevista dalle scritture di ingaggio, va consegnata all’agente dell’atleta entro l’inizio del campionato, termine non ancora trascorso. Resta il fatto che rispetto a tale condotta scorretta del giocatore e dell’agente la società non resterà indifferente e inattiva.

L’insofferenza alle disposizioni tecniche impartite, nel corso della fase di preparazione, al signor J.R. Reynolds è alla base della decisione di risolvere il contratto e non è escluso che il suo nuovo agente americano (con il quale 20 giorni fa aveva sostituito il suo originario procuratore) gli abbia proposto un contratto più vantaggioso presso qualche altro Club. Resta il fatto che le motivazioni addotte per liberarsi dagli impegni con la nostra società sono risibili oltre che infondate.

Stando così le cose, il Presidente dr. Papalia, che pur ha affidato al legale del Club la tutela degli interessi societari, non considera per nulla drammatica l’indisponibilità del giocatore (e la sua ovvia sostituzione) per l’inaffidabilità contrattuale e l’atteggiamento scarsamente collaborativo fino ad oggi dimostrato.

Pagina 1 di 21

-->