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LACRIME NAPULITANE (Anno I, Numero 3)

Giuseppe Argiuolo

 

Io no, nun torno…mme ne resto fore
e resto a faticá pe’ tuttuquante.

I’, ch’aggio perzo patria, casa e onore,
i’ só’ carne ‘e maciello: Só’ emigrante!

 

 

Dai raffinati velluti di un noto bar della Riviera dove, nonostante la qualità dell’interlocutore e degli argomenti, l’attenzione tende a seguire lo sguardo orientato verso altri tavoli. 

Si discorre di basket e psicologia, mentre la filodiffusione ci regala l’immortale Bebop di Dizzy e Charlie, che Dio li abbia in gloria. Il professore, appassionato di pallacanestro e del cervello umano, mi offre nozioni notevoli a prezzo modico (un aperitivo) e appaga la mia sete di conoscenza sull’intrigante binomio.

Sparo la domanda: ma esiste anche nello sport l’ansia da prestazione? Riconosco che il quesito, di questi tempi, si adatta più ai salotti politici televisivi che alla disciplina che amiamo, ma la butto lì comunque per poi arrivare ad un quesito successivo. Il prof sorseggia il crodino, poi ammicca. Certo che esiste, assicura l’accademico. E allora penso alla Napoli dei canestri alla quantità di ansia che si porta nello stomaco. Ogni gara deve essere un esame se parti da –4 in classifica e tutti gli addetti ai lavori, i giornali più o meno accreditati, i semplici appassionati pensano che non ti salverai nemmeno se San Gennaro giocherà da ala piccola.

Il tutto a fronte di un roster da completare (con un budget modello ostia consacrata), le prime fughe, un audioleso che ti sputtana sul web e una città che non sembra convinta dell’operazione trasloco.

Il prof mi dice che partire con una penalizzazione rappresenta un macigno per la psiche degli atleti. E’ come se nella loro mente si materializzasse un complesso di inferiorità dovuto alla situazione di classifica. In particolare, mi spiega, chi soffre di ansia da esame manifesta pensieri negativi che provocano l’autoconvinzione di non essere in grado di superare la prova.

E l’autostima del gruppo, immagino io, deve aver subito un ulteriore colpo mortale con il –39 di Siena in diretta nazionale.

Da situazioni del genere, conclude il professore, molti atleti trovano stimoli, soprattutto i campioni. Merce rara sotto l’egida Martos, rifletto.

In definitiva un’annata con partenza ad handicap: –2 giocatori (Allred e Reynolds, fuggiti a gambe levate), -4 in classica, -1 team manager (Bye Bye Dalla Libera), -3 giocatori per avere un roster almeno dignitoso, molti – abbonamenti rispetto alle annate maionesche. Strada in salita? Diciamo che la scalata al Mortirolo appare una tappa di trasferimento al confronto. 

L’insieme delle cose non dovrebbe, comunque, spaventare FB Papalia, abituato a fare i conti con gli handicap, visto il suo pedigree nel mondo dell’ippica. 

Escursione nel forum del nostro amato sito. Non ci si accende più per questo o quel giocatore, per le rivalry che spesso hanno elettrizzato queste pagine nel recente passato. La questione di fondo è: sostenere i colori, il nome della città e una squadra al momento molto debole ringraziando Papalia per aver comunque riportato la serie A in città o maledire mister Facebook per aver trasferito ai piedi del Vesuvio una zattera destinato alla deriva e al pubblico lubridio? Quindi, abbonarsi a scatola chiusa o passare la domenica tra salotto e multisale?

Certo non posso condannare chi, con un coraggioso atto d’amore, vorrà mettersi in tasca la tessera annuale per il Palabarbuto. Sostenere gli handicappati, sportivamente s’intende, è un gesto nobile. Sono innamorati folli? Ex curvaioli che non vedevano l’ora di tornare nel loro piccolo regno? Incurabili ammalati della palla a spicchi? Napoletani con il sangue di pummarola e il Vesuvio nel mazzo che sosterrebbero anche la squadra di sottomuro basta che porti il nome Napoli sulla maglia? Chiamateli semplicemente abbonati.

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MARCELLETTI: “NON CREDO CHE LOFTON SIA ALLA NOSTRA PORTATA”

Papalia e coach Marcelletti

Il coach della Martos Napoli, Franco Marcelletti, è intervenuto oggi sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, rilasciando alcune dichiarazioni:  

“Dopo la partenza improvvisa di Reynolds stiamo cercando un sostituto nello spot di guardia in tempi brevissimi. Il lavoro in palestra sta proseguendo a gonfie vele, anche Adeleke si sta allenando in maniera molto proficua, è arrivato in Italia dopo l’infortunio con un soprappeso di cinque chili, dopo una settimana ne ha persi già tre. Voglio ricordare che Adeleke prima dell’infortunio aveva un ingaggio di 450mila euro, se fosse stato in perfette condizioni fisiche non sarebbe rientrato nel nostro budget. Il nostro pivot è un giocatore di sicuro affidamento e per questo abbiamo deciso di puntare su di lui. Tsaldaris è un ottimo giocatore capace di ricoprire ben tre ruoli; può giocare uno, due e tre. Dimitrios ha una personalità molto forte, ha disputato stagioni di Eurolega e la sua esperienza ci tornerà sicuramente utile.  

Il caso Reynolds? Ho letto tante sciocchezze in merito, ho sentito che alla base della sua partenza ci siano stati degli attriti con me, ma non è assolutamente vero. I miei allenamenti sono tutti a porte aperte, quindi è una cosa facilmente verificabile. Inoltre Jr è un uomo introverso, non era espansivo ed aveva un carattere non forte, so che ci sono delle vertenze tra i suoi agenti ed il club, ma per avere delle informazioni maggiori dovreste rivolgervi alla società.

Adesso siamo alla ricerca di un suo sostituto. Chris Lofton? È un giocatore eccezionale, ma in merito al suo possibile arrivo si è espresso anche il proprietario Papalia definendolo un sogno. Credo che sia fuori portata come budget. Ci sono tanti giocatori liberi attualmente e per questo stiamo valutando diverse soluzioni. Quando è stata costruita questa squadra si è detto che bisognava rispettare un certo budget, infatti io avrei voluto Righetti, Fucka e Chiacig, ma purtroppo erano inavvicinabili per le nostre casse.

Domenica andremo a Siena a giocare contro una corazzata, ma non andremo a fare le vittime sacrificali”.

 

 

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NOTA DELLA MARTOS NAPOLI IN MERITO ALLA QUESTIONE REYNOLDS

J.R. Reynolds

La dichiarazione di risoluzione contrattuale che il Club ha ricevuto nell’odierna mattinata dall’agente statunitense John Greig del giocatore J.R. Reynolds è assolutamente illegittima. 

Le condizioni contrattuali relative ai pagamenti sono state regolarmente rispettate, né il ritardo nell’assegnazione dell’abitazione (appena due giorni fa scelta dall’atleta) può costituire causa di scioglimento dagli obblighi sottoscritti. Il sig. Reynolds, al quale fino ad oggi è stata garantita una comoda ospitalità alberghiera, non può stupirsi di ricevere solleciti di pagamento dalla direzione dell’Hotel per i propri personali consumi (telefono, frigobar, ecc…) in quanto, come è normale che sia, si tratta di oneri ovviamente a suo carico. Resta la contestazione relativa alla mancata consegna di una fidejussione bancaria (richiesta dal suo agente a garanzia dei pagamenti futuri) che, pur raramente prevista dalle scritture di ingaggio, va consegnata all’agente dell’atleta entro l’inizio del campionato, termine non ancora trascorso. Resta il fatto che rispetto a tale condotta scorretta del giocatore e dell’agente la società non resterà indifferente e inattiva.

L’insofferenza alle disposizioni tecniche impartite, nel corso della fase di preparazione, al signor J.R. Reynolds è alla base della decisione di risolvere il contratto e non è escluso che il suo nuovo agente americano (con il quale 20 giorni fa aveva sostituito il suo originario procuratore) gli abbia proposto un contratto più vantaggioso presso qualche altro Club. Resta il fatto che le motivazioni addotte per liberarsi dagli impegni con la nostra società sono risibili oltre che infondate.

Stando così le cose, il Presidente dr. Papalia, che pur ha affidato al legale del Club la tutela degli interessi societari, non considera per nulla drammatica l’indisponibilità del giocatore (e la sua ovvia sostituzione) per l’inaffidabilità contrattuale e l’atteggiamento scarsamente collaborativo fino ad oggi dimostrato.

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TROFEO ALPHONSO FORD: SCAVOLINI PESARO – MARTOS NAPOLI 79-61

Gigena ancora protagonista

La Scavolini Spar si aggiudica il 5° Trofeo Alphonso Ford giocato all’Adriatic Arena di Pesaro. Finisce 79-61 (16-13, 39-24, 57-51 i parziali dei quarti) tra la Scavolini e la Martos Napoli. La cronaca. E’ Cinciarini per Pesaro a segnare il primo canestro della gara dopo poco più di un minuto. Risponde Reynolds per Napoli con la tripla del 2-3. Martos a +3 con due liberi di Kruger a 6’42″ (4-7), poi la Scavolini Spar ribalta il risultato con un parziale di 6-0: 10-7 a 4’52″ dalla fine del primo quarto. Torna a +1 la Martos Napoli con Gigena e quattro punti consecutivi di Drobnjak: 12-13 con il cronometro a 3’27″. Cinciarini in lunetta per la Scavolini Spar fa 2/2 a 2’51″ (14-13). Segna Allred a 1’50″ il canestro del 16-13 con il quale si conclude il primo quarto. E’ lo stesso Allred a riaprire le marcature per Pesaro ad inizio secondo quarto con 4 punti consecutivi. Con due liberi di Van Rossom la Scavolini Spar si porta a +7 (22-15 a 7’08″, per Napoli solo due punti di Reynolds). Martos di nuovo a -3 con Drobnjak e Kruger (22-19 a 5’18″), ma la Scavolini Spar è pronta a sfruttare ogni distrazione degli ospiti portandosi sul +13 a 1’22″ dal riposo lungo: 34-21. Il +15 per Pesaro matura a tempo scaduto con Flamini che va in lunetta per il fallo di Kruger sul tentativo di tripla: 2/3 ai liberi e 39-24 al 20′. Scavolini Spar sempre avanti di 15 punti al 3′ del (44-29), poi la Martos accorcia le distanze con i canestri di Gigena e Reynolds: -5 a 4’49″ e a 3’56″ dalla terza sirena (47-42 e 50-45). Martos Napoli a -3 a 3’18″ (50-47) e a -2 con due liberi di Adeleke a 32″ dalla fine del terzo quarto (53-51), ma Pesaro riesce a fissare sul 57-51 il punteggio al 30′. Sette punti di Green nei primi 4 minuti dell’ultimo quarto e la Scavolini Spar torna avanti di 12 lunghezze: 66-54 a 5’42″ dal termine (per la Martos Napoli le triple di Gigena e Bonora). A 3’33″ dalla sirena finale tripla di Gigena per il -8 Napoli (68-60). Con 3 punti di Sakota e 5 di Van Rossom la Scavolini Spar torna a +15 a 1’35″ dalla fine (76-61). All’Adriatic Arena finisce 79-61 tra la Scavolini Spar Pesaro e la Martos Napoli.

SCAVOLINI SPAR PESARO: Green 17, Sakota 19, Tomassini, Van Rossom 14, Hicks, Bartolucci, Flamini 5, Gjinaj, Amici, Shaw 2, Cinciarini 12, Allred 10. All. Dalmonte.

MARTOS NAPOLI: Muurinen 2, Aprea 2, Reynolds 9, Spippoli, Kruger 10, Bonora 6, Adeleke 5, Domenicone, Drobnjak 8, Gigena 19. All. Marcelletti.

Tiri da due: Pesaro 21/43, Napoli 15/37 Tiri da tre: Pesaro 8/21, Napoli 8/17 Tiri liberi: Pesaro 13/15, Napoli 7/9 Rimbalzi: Pesaro 33, Napoli 34

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AMICHEVOLE: LOTTOMATICA ROMA – MARTOS NAPOLI 95-53

Martos NSB Napoli

E’ finita 95-53 la partita amichevole giocata al palazzetto di viale Tiziano tra la Lottomatica Roma e la Martos Napoli (19-12, 46-22, 71-42 i parziali dei quarti. Primo e terzo periodo da salvare per la Martos Napoli. Il break decisivo per la Lottomatica c’è stato ad inizio secondo quarto quando la Martos Napoli ha subito molti contropiede da situazioni offensive nelle quali non venivano eseguiti al meglio i giochi. “Oggi abbiamo avuto un altro impatto con la A1 giocando contro una squadra di vertice. L’obiettivo di oggi era provare ad inserire Adeleke che ha tenuto il campo per 27′. Giocatori come Kruger devono adattarsi alle difese fisiche e atletiche così come i comunitari Muurinen e Drobnjak. Dovremo utilizzare anche la partita di Pesaro di domani come ulteriore momento di crescita”.

LOTTOMATICA ROMA: Giachetti 9, Gigli 7, Jaaber 16, Tonolli, Hutson 13, Toure 12, Crosariol 9, Datome 13, De La Fuente, Winston 10, Casale, Minard 6. All. Gentile.

MARTOS NAPOLI: Muurinen 2, Aprea, Reynolds 10, Spippoli 2, Kruger 6, Bonora 8, Adeleke 13, Domenicone 3, Drobnjak, Gigena 9. All. Marcelletti.

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MEMORIAL “ZEPPIERI”: PRIMA VEROLI-MARTOS NAPOLI 69-93

Per Reynolds 25 punti

Finisce 69-93 la finale per il terzo posto del 5° Memorial Adolfo Zeppieri tra la Prima Veroli e la Martos Napoli (10-19, 26-36, 52-67 i parziali dei quarti). E’ di Rosselli il primo canestro della gara (2-0), poi 7 punti consecutivi per la Martos Napoli con Muurinen, Drobnjak e Gigena: a 5’47” il punteggio è 2-7. Due triple di Reynolds e tre liberi di Gigena per l’8-16 a 2’24” dalla fine del primo quarto. Il +11 arriva con la tripla di Gigena a 2’01” (8-19). Al 10′ è 10-19 tra Prima Veroli e Martos Napoli. E’ il giovane napoletano Domenicone a segnare ad inizio secondo quarto la tripla che porta la Martos sul 10-22. Veroli non si arrende e piazza un break che la riporta a -3: a 5’58” è 19-22. Due punti di Muurinen e sei consecutivi di Reynolds per la Martos Napoli che torna avanti di 8 punti: 22-30 a 3’30”. Negli ultimi 3′ prima del riposo, due punti di Jelic e due liberi di Robinson per i padroni di casa della Prima Veroli, due triple allo scadere dei 24” per Kruger che permette alla Martos Napoli di tornare negli spogliatoi per il riposo lungo con 10 lunghezze di vantaggio: 26-36 al 20′. Allunga fino a +17 la Martos Napoli nel terzo quarto grazie anche a due triple di Gigena: a 6’19” è 32-49. Il +18 arriva con il cronometro a 5’13”: tripla di Reynolds per il 34-52. Veroli riesce ad arrivare a -11 a 2’01” (48-59), ma Napoli chiude agevolmente il terzo periodo con un vantaggio di 15 punti: 52-67 al 30′. Martos Veroli a +23 dopo 3’30” dell’ultimo quarto con due triple di Gigena e una di Reynolds (54-77). Il 57-84 arriva a 3’40” dal termine con 7 punti consecutivi di Drobnjak. Al PalaCoccia di Veroli finisce 69-93 tra la Prima e la Martos Napoli.

PRIMA VEROLI: Bushati 12, Rossi 4, De Caris, Foiera 5, Nissim 12, Gatto 7, Ruggeri, Rosselli 14, Jelic 7, Iannarilli, Fall, Robinson 8. All. Cancellieri.

MARTOS NAPOLI: Muurinen 11, Aprea, Reynolds 25, Spippoli, Kruger 8, Bonora, Domenicone 3, Drobnjak 21, Gigena 25. All. Marcelletti.

Tiri da 2: Veroli 18/29, Napoli 17/29
Tiri da 3: Veroli 4/18, Napoli 14/24
Tiri liberi: Veroli 21/23, Napoli 17/17
Rimbalzi: Veroli 12, Napoli 24

Il commento di Franco Marcelletti, allenatore della Martos Napoli, al termine della gara vinta sulla Prima Veroli (finale 3° posto del 5° Memorial Zeppieri). “La squadra oggi ha dimostrato ulteriori progressi. Buona la difesa e ottima la circolazione di palla. Giocando più partite i ragazzi si conoscono meglio e cresce l’amalgama. Oggi la difesa è andata molto bene: dovrà essere il nostro marchio di fabbrica”.

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LACRIME NAPULITANE (Anno I, numero 2)

Giuseppe Argiuolo

Io no, nun torno…mme ne resto fore
e resto a faticá pe’ tuttuquante.
I’, ch’aggio perzo patria, casa e onore,
i’ só’ carne ‘e maciello: Só’ emigrante!

 

 

 

I HAVE A DREAM

Dai tavolini dello chalet Stella dove, tra un ultimo soffio di scirocco all’aroma di gamberoni arrosto, un tempestivo prosecchino e qualche raro esemplare di fauna locale scampato all’epidemia settembrina, i Righeira avrebbero trovato il loro habitat.
Giorni fa ho visto in tv uno speciale su Martin Luther King. Un idolo, un eroe moderno. Quando lo vedo alla tele viene voglia di alzare il pugno chiuso al cielo come Tommie Smith e Lee Evans a Mexico ’68. Lo slogan che ha reso celebre MLK o che MLK ha reso celebre è: “I have a dream”, io ho un sogno. Il suo consisteva nel raggiungere un nobile obiettivo, i miei sono di ben altro spessore, ma ho deciso di proporveli lo stesso. Della serie: nessuno me lo ha chiesto ma io ve lo dico lo stesso. Pensieri sparsi, dreams in rigoroso ordine random.
I have a dream. Vorrei che la Napoli del basket smentisse impressioni e pronostici, valutazioni e stellette di merito, corvi e nemici e, in nome della forza dl gruppo, regalasse una stagione da ricordare e non da dimenticare.
I have a dream. Vorrei che qualche imprenditore serio e appassionato scavalcasse la congiuntura economica e, in virtù della passione per la palla arancio e non per far contento il politicante di turno, affiancasse e rafforzasse con dindini sonanti il progetto NSB. Sponsorizzazione, non elemosina a gentile richiesta.
I have a dream.  Vorrei che Don Tano Papalia condividesse con Mark Cuban (megamiliardario, in dollari, proprietario dei Dallas Mavs) non solo la passione per la comunicazione a mezzo web ma anche la portata del conto corrente.
I have a dream. Vorrei commentare una gara di Napoli con il mio amico Massimo Antonelli con Casella e Pengue che ruminano inglese a bordocampo.
I have a dream. Vorrei condurre insieme a Calise un programma radiofonico su basket e musica. Rigorosamente privo di scaletta.
I have a dream. Vorrei Barak Obama premier. E’ un grande appassionato di basket, a parte tutto il resto.
I have a dream. Vorrei che I miei amici e colleghi non saltassero le trasferte di Pesaro, Teramo e Montegranaro.
I have a dream. Vorrei che I famosi Dei del basket trasformassero Reynolds in LBJ e Kruger in Stockton.
I have a dream. Vorrei che alla prima al PalaBarbuto I giocatori trovassero 4000 tifosi ad accoglierli festanti.
I have a dream. Vorrei che coach Marcelletti portasse alla causa le intuizioni e l’entusiasmo dei tempi di Caserta e Verona.
I have a dream. Vorrei che Maurizio Bartocci allenasse una squadra di LegaA di prima fascia.
I have a dream. Vorrei che il campionato italiano lo vincesse qualsiasi squadra tranne Siena.
I have a dream. Vorrei vedere un giorno un ragazzo napoletano giocare nella NBA.
I have a dream. Vorrei leggere alla mia bambina una delle favole che ilpresidentepapalia si diverte a scrivere.
I have a dream. Vorrei che I tifosi napoletani ricevessero almeno il 50% delle soddisfazioni che meritano.
I have a dream. Vorrei che Sky non inserisse nel programma del Basket Day la gara tra Siena e Napoli: di figuracce in tv la nostra città è satura.
I have a dream. Vorrei che ilpresidentepapalia mi chiedesse l’amicizia su Facebook e che attraverso una mail mi spiegasse esattamente che progetti ha.
I have a dream. Vorrei vedere un giorno una gara 7 di finale scudetto al Mario Argento senza politicanti in parterre.
I have a dream. Vorrei che il Polifunzionale di Soccavo fosse intitolato alla memoria di Mario Della Moglie.
I have a dream. Vorrei rivedere i bagarini al Palabarbuto.
I have a dream. Vorrei che la Napoli del basket ricevesse dalla città il 10% delle attenzioni riservate alla squadra di calcio.
I have a dream. Vorrei festeggiare, in tempi ragionevolmente brevi, l’Eurolega di Napoli e la Champions dell’Inter. Questa è dura, specie la prima.
I have a dream. Vorrei sentire Pianigiani mourigneggiare in una conferenza stampa e dissertare degli zeru tituli delle altre.
I have a dream. Vorrei che tutti gli arbitri italiani avessero la competenza di Facchini e la sobrietà di Sahin.
I have a dream. Vorrei che il basket italiano copiasse il modello spagnolo.
I have a dream. Vorrei scriverne altri ma il prosecco è entrato in circolo. Meglio fermarsi. Avrò chiesto troppo?

 

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