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Siamo Tornati!

Anche se con un pò di ritardo sulla tabella di marcia Basketime.it è tornato.

Il sito verrà aggiornato con tutte le notizie di basket (soprattutto campano e soprattutto sulla Nuova Pallacanestro Napoli). Ci saranno foto, interviste, ma il cuore del sito rimane sempre il forum da cui potremmo trarre spunto per attivare le nostre iniziative.

Vi aspettiamo numerosi.

Scriveteci per consigli, suggerimenti e quant’altro:

Forza Napoli e Buon Basket a tutti!

redazione @Basketime.it

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LACRIME NAPULITANE (Anno I, Numero 4)


Giuseppe Argiuolo

Io no, nun torno…mme ne resto fore
e resto a faticá pe’ tuttuquante.

I’, ch’aggio perzo patria, casa e onore,
i’ só’ carne ‘e maciello: Só’ emigrante!

Non vi posso lasciare soli un attimo, soleva ripetere il mio papà a me e mio fratello, parliamo di piena era paleozoica. Mi viene da ripeterlo a voi, amici del basket napoletano. E’ successo di tutto e in poco tempo. Chi ci capisce è bravo. Dura anche per osservatori, appassionati, giornalisti riuscire a trovare la chiave di lettura per capire, raccontare, commentare quello che avviene nell’incasinatissimo regno di Don Tano Papalia, dove la Corte dei miracoli annuisce  e applaude le decisioni del monarca. Palabarbuto come un centro commerciale, gente che va, gente che viene, chi chiede sconti, chi propina discutibili offerte. Un casino, volendo sintetizzare con stile.
Dopo i saluti di qualche giocatore e qualche elemento dello staff è caduta la prima testa eccellente. Il primo esonero della stagione di LegaA lo firma Don Tano, e almeno un record è al sicuro. E’ durata 2 gare e una settantina di punti di margine l’avventura napoletana del professor Marcelletti. Gli agiografi di Terra di lavoro ci raccontano del secondo esonero di fila a margine di un’attesa, per il ritorno in Massima serie, durata un decennio. Lo avevo visto in tv, nel salotto del fratellino tele-radiofonico e della Ferilli dé noi altri. Mi sembrava in forma, entusiasta, determinato, lucido. Con le idee chiare. Affermare che il professore abbia colpe specifiche per le sconfitte con Siena e Avellino sarebbe disonesto. E allora io che sono sospettoso di natura mi chiedo: dov’è la magagna? Anche uno a digiuno di basket capirebbe che la squadra è in fase precampionato, che molti elementi non sono all’altezza e solo tra un mesetto si potrà ammirare il vero volto di un team rigirato come un calzino in poche settimane. Esonerare gli allenatori: pessima abitudine calciofila, che poco si confà ad uno sport complesso come quello che amiamo, sport che impone tempi tecnici lunghi per formare la famosa chimica.
Bocciato il professore Don Tano proseguirà nella sua complicata opera di ri-ricostruzione. Kruger, pomposamente definito play alla D’Antoni (l’ho visto all’opera, non me ne vogliate: gioca alla D’Antoni, sì ma quello di oggi) pare abbia sul letto la famosa valigia cara ad Iglesias. Tutto nero, allora? No. I nuovi arrivi sono di grido. Damon Jones è un nome altisonante per chi mastica Nba ed è atleta in grado di cambiare, offensivamente, il volto di una squadra, ammesso che non sia arrivato per godersi una meritata vacanza dopo le fatiche di un paio di lustri a manetta nella Nba. Gabini è gaucho affidabile, cattivo, uno con la cazzimma che serve. Pare che nel mirino club ci siano Boykins, visto in versione sbiadita lo scorso anno a Bologna e il buon vecchio Tyron “Power” Grant, affidabile lupo d’area, crepuscolare già da un po’, ma con un passaporto italiano che fa tutta la differenza del mondo.
Resta il problema del coach. Diciamo sinceramente che non ci si azzuffa in giro per riempire il vuoto lasciato da Marcelletti. I no di Melillo e Caja sono merce da quotidiani accreditati. Sarà una mia impressione ma, qualità dei giocatori a parte, nessuno si scapicolla per strappare un contratto al presidente-internauta.
Consigli per gli acquisti: virare decisi su Maurizio Bartocci (ammesso che accetti, ovvio), buon allenatore, profondo conoscitore della piazza, naturale trait d’union della Napoli che fu. A proposito, ho notato la sterile protesta del PalaBarbuto. Mio parere: se non vi piace il film non andate al cinema, tutto qui.
Domenica faccio un salto a Bologna, con i miei ritmi copro la distanza in meno di 2 ore. Percorso basket-gastronomico. Consiglio ai naviganti: prima di andare a casa Sabatini passate all’Osteria di Clò: crescentine, cipolline al Barbera, grana e mortadella d’autore. Dovesse finire male con la palla arancio resterebbe sempre un buon motivo per ricordare la trasferta

Non vi posso lasciare soli un attimo, soleva ripetere il mio papà a me e mio fratello, parliamo di piena era paleozoica. Mi viene da ripeterlo a voi, amici del basket napoletano. E’ successo di tutto e in poco tempo. Chi ci capisce è bravo. Dura anche per osservatori, appassionati, giornalisti riuscire a trovare la chiave di lettura per capire, raccontare, commentare quello che avviene nell’incasinatissimo regno di Don Tano Papalia, dove la Corte dei miracoli annuisce  e applaude le decisioni del monarca. Palabarbuto come un centro commerciale, gente che va, gente che viene, chi chiede sconti, chi propina discutibili offerte. Un casino, volendo sintetizzare con stile.

Dopo i saluti di qualche giocatore e qualche elemento dello staff è caduta la prima testa eccellente. Il primo esonero della stagione di LegaA lo firma Don Tano, e almeno un record è al sicuro. E’ durata 2 gare e una settantina di punti di margine l’avventura napoletana del professor Marcelletti. Gli agiografi di Terra di lavoro ci raccontano del secondo esonero di fila a margine di un’attesa, per il ritorno in Massima serie, durata un decennio. Lo avevo visto in tv, nel salotto del fratellino tele-radiofonico e della Ferilli dé noi altri. Mi sembrava in forma, entusiasta, determinato, lucido. Con le idee chiare. Affermare che il professore abbia colpe specifiche per le sconfitte con Siena e Avellino sarebbe disonesto. E allora io che sono sospettoso di natura mi chiedo: dov’è la magagna? Anche uno a digiuno di basket capirebbe che la squadra è in fase precampionato, che molti elementi non sono all’altezza e solo tra un mesetto si potrà ammirare il vero volto di un team rigirato come un calzino in poche settimane. Esonerare gli allenatori: pessima abitudine calciofila, che poco si confà ad uno sport complesso come quello che amiamo, sport che impone tempi tecnici lunghi per formare la famosa chimica.

Bocciato il professore Don Tano proseguirà nella sua complicata opera di ri-ricostruzione. Kruger, pomposamente definito play alla D’Antoni (l’ho visto all’opera, non me ne vogliate: gioca alla D’Antoni, sì ma quello di oggi) pare abbia sul letto la famosa valigia cara ad Iglesias. Tutto nero, allora? No. I nuovi arrivi sono di grido. Damon Jones è un nome altisonante per chi mastica Nba ed è atleta in grado di cambiare, offensivamente, il volto di una squadra, ammesso che non sia arrivato per godersi una meritata vacanza dopo le fatiche di un paio di lustri a manetta nella Nba. Gabini è gaucho affidabile, cattivo, uno con la cazzimma che serve. Pare che nel mirino club ci siano Boykins, visto in versione sbiadita lo scorso anno a Bologna e il buon vecchio Tyron “Power” Grant, affidabile lupo d’area, crepuscolare già da un po’, ma con un passaporto italiano che fa tutta la differenza del mondo.

Resta il problema del coach. Diciamo sinceramente che non ci si azzuffa in giro per riempire il vuoto lasciato da Marcelletti. I no di Melillo e Caja sono merce da quotidiani accreditati. Sarà una mia impressione ma, qualità dei giocatori a parte, nessuno si scapicolla per strappare un contratto al presidente-internauta.

Consigli per gli acquisti: virare decisi su Maurizio Bartocci (ammesso che accetti, ovvio), buon allenatore, profondo conoscitore della piazza, naturale trait d’union della Napoli che fu. A proposito, ho notato la sterile protesta del PalaBarbuto. Mio parere: se non vi piace il film non andate al cinema, tutto qui.

Domenica faccio un salto a Bologna, con i miei ritmi copro la distanza in meno di 2 ore. Percorso basket-gastronomico. Consiglio ai naviganti: prima di andare a casa Sabatini passate all’Osteria di Clò: crescentine, cipolline al Barbera, grana e mortadella d’autore. Dovesse finire male con la palla arancio resterebbe sempre un buon motivo per ricordare la trasferta.

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MARTOS NAPOLI: INGAGGIATO ROBERTO GABINI

Roberto Gabini 

La Martos Napoli annuncia di aver perfezionato l’ingaggio del giocatore Roberto Gabini. Giunto questa mattina a Napoli, Gabini è stato affidato al Dottor D’Alicandro per le visite mediche.

Ala di 198 cm. per 95 kg., Gabini è nato a Buenos Aires il 10 giugno 1975. Ha iniziato la sua carriera in Argentina con il Regatas San Nicolás, per poi giocare con l’Obras Sanitarias e con l’Atenas Córdoba, prima di tornare nuovamente al Regatas San Nicolás. Dopo una stagione con il Boca Juniors (2002/03), nella successiva ha fatto il suo esordio in Italia con Rimini. Si sposta in Spagna dove gioca prima con il Tau Vitoria e poi con il Granada. Torna in Italia nel febbraio 2007, ingaggiato dalla Virtus Roma.

Grande tiratore da tre punti, ottimo rimbalzista offensivo, lottatore grintoso, ha vestito in passato anche la maglia della Nazionale Under 21 dell’Argentina.

“Sono molto contento – ha detto Gabini al suo arrivo a Napoli – perché dopo l’infortunio della stagione scorsa ero rimasto senza squadra in quanto durante il mercato estivo ero ancora in fase di recupero. Mi manca stare con una squadra e riprendere il ritmo di gioco. Il Presidente Papalia mi ha cercato e mi è piaciuto subito ciò che mi ha detto. Io ho esposto la mia situazione: sto ancora riprendendo e loro avranno la pazienza di aspettarmi mentre io farò tutto il possibile per entrare presto in forma. Sono contento anche perché è una scommessa personale per riprendere forte e stare così in una squadra che credo avrà bisogno di me. Io darò tutto per raggiungere gli obiettivi della società”.

Entusiasta coach Marcelletti per la firma di Gabini. “E’ un giocatore con una grinta ed una combattività tale che, se anche dobbiamo aspettare un po’ di tempo che torni in forma, possiamo avere la pazienza di farlo. Le sue caratteristiche lo inseriscono perfettamente nell’ambiente che stiamo costruendo”.

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LACRIME NAPULITANE (Anno I, Numero 3)

Giuseppe Argiuolo

 

Io no, nun torno…mme ne resto fore
e resto a faticá pe’ tuttuquante.

I’, ch’aggio perzo patria, casa e onore,
i’ só’ carne ‘e maciello: Só’ emigrante!

 

 

Dai raffinati velluti di un noto bar della Riviera dove, nonostante la qualità dell’interlocutore e degli argomenti, l’attenzione tende a seguire lo sguardo orientato verso altri tavoli. 

Si discorre di basket e psicologia, mentre la filodiffusione ci regala l’immortale Bebop di Dizzy e Charlie, che Dio li abbia in gloria. Il professore, appassionato di pallacanestro e del cervello umano, mi offre nozioni notevoli a prezzo modico (un aperitivo) e appaga la mia sete di conoscenza sull’intrigante binomio.

Sparo la domanda: ma esiste anche nello sport l’ansia da prestazione? Riconosco che il quesito, di questi tempi, si adatta più ai salotti politici televisivi che alla disciplina che amiamo, ma la butto lì comunque per poi arrivare ad un quesito successivo. Il prof sorseggia il crodino, poi ammicca. Certo che esiste, assicura l’accademico. E allora penso alla Napoli dei canestri alla quantità di ansia che si porta nello stomaco. Ogni gara deve essere un esame se parti da –4 in classifica e tutti gli addetti ai lavori, i giornali più o meno accreditati, i semplici appassionati pensano che non ti salverai nemmeno se San Gennaro giocherà da ala piccola.

Il tutto a fronte di un roster da completare (con un budget modello ostia consacrata), le prime fughe, un audioleso che ti sputtana sul web e una città che non sembra convinta dell’operazione trasloco.

Il prof mi dice che partire con una penalizzazione rappresenta un macigno per la psiche degli atleti. E’ come se nella loro mente si materializzasse un complesso di inferiorità dovuto alla situazione di classifica. In particolare, mi spiega, chi soffre di ansia da esame manifesta pensieri negativi che provocano l’autoconvinzione di non essere in grado di superare la prova.

E l’autostima del gruppo, immagino io, deve aver subito un ulteriore colpo mortale con il –39 di Siena in diretta nazionale.

Da situazioni del genere, conclude il professore, molti atleti trovano stimoli, soprattutto i campioni. Merce rara sotto l’egida Martos, rifletto.

In definitiva un’annata con partenza ad handicap: –2 giocatori (Allred e Reynolds, fuggiti a gambe levate), -4 in classica, -1 team manager (Bye Bye Dalla Libera), -3 giocatori per avere un roster almeno dignitoso, molti – abbonamenti rispetto alle annate maionesche. Strada in salita? Diciamo che la scalata al Mortirolo appare una tappa di trasferimento al confronto. 

L’insieme delle cose non dovrebbe, comunque, spaventare FB Papalia, abituato a fare i conti con gli handicap, visto il suo pedigree nel mondo dell’ippica. 

Escursione nel forum del nostro amato sito. Non ci si accende più per questo o quel giocatore, per le rivalry che spesso hanno elettrizzato queste pagine nel recente passato. La questione di fondo è: sostenere i colori, il nome della città e una squadra al momento molto debole ringraziando Papalia per aver comunque riportato la serie A in città o maledire mister Facebook per aver trasferito ai piedi del Vesuvio una zattera destinato alla deriva e al pubblico lubridio? Quindi, abbonarsi a scatola chiusa o passare la domenica tra salotto e multisale?

Certo non posso condannare chi, con un coraggioso atto d’amore, vorrà mettersi in tasca la tessera annuale per il Palabarbuto. Sostenere gli handicappati, sportivamente s’intende, è un gesto nobile. Sono innamorati folli? Ex curvaioli che non vedevano l’ora di tornare nel loro piccolo regno? Incurabili ammalati della palla a spicchi? Napoletani con il sangue di pummarola e il Vesuvio nel mazzo che sosterrebbero anche la squadra di sottomuro basta che porti il nome Napoli sulla maglia? Chiamateli semplicemente abbonati.

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SETTE GIORNI (O PIU’) ALLA FINESTRA

Manca ormai pochissimo all’esordio in campionato per la Martos Napoli. Esordio che avverrà la prossima domenica, 18 ottobre, nel derby con la rinnovata Air Avellino di Cesare Pancotto. La Martos ci arriverà con un roster ancora ampiamente incompleto, poichè al momento sono solo tre sono i giocatori del quintetto a disposizione di Marcelletti che pure avrà bisogno di qualche innesto che possa dare fiato ai soli Kruger, Adeleke e Tsaldaris. 

Con la squadra attuale, con il lavoro sin qui svolto da Marcelletti, nonostante l’impegno del coach e dei pochi atleti a sua disposizione, risulta davvero difficile immaginare un successo dei partenopei sui cugini in biancoverde. Ed è impensabile e deleterio, in un campionato a sedici squadre (non diciotto o venti), regalare punti in questo modo, da subito. Il cammino è sì ancora lungo, ma non certo in discesa. La squadra partirà con una penalizzazione che sarà almeno di 2 punti (salvo benevolenze del TNAS) e già per questo motivo, in svantaggio rispetto alle dirette concorrenti per la salvezza. 

Ok, non è proprio così.

L’esordio è già avvenuto, ieri in quel di Siena. E non sono solo tre i giocatori a disposizione di Marcelletti. Probabilmente però, in ciò che ho scritto, qualche verità potrebbe esserci.

Il campionato, quello vero, comincia domenica prossima e Papalia sarà costretto ad un’altra settimana di straordinari per reperire una guardia e un’ala forte da inserire nel roster. Ma per essere competitivi in questo campionato, a meno di arrivi sensazionali, di quelli da stropicciarsi gli occhi, potrebbe non bastare. Rimaniamo alla finestra, con fiducia, finchè ne avremo la possibilità.

 

Giuseppe Cacciapuoti

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Date al forum quel che è del forum!

Il forum lo leggo spesso, è quasi la prima cosa che faccio appena accendo il mio pc. Il forum di basketime è una piazza virtuale dove ci si confronta, si chiacchiera amabilmente, il più delle volte, di pallacanestro. Ci sono pensieri controversi, tante opinioni che si confrontano. Fazioni e contro-fazioni. Insomma assisto, da spettatore neutrale, alle varie diatribe.
Ultimamente notavo che però il forum non era più frequentato come ai tempi del Basket Napoli di maionesca memoria, lo trovavo un po’ moscio… Guelfi e Ghibellini, democratici e repubblicani, morandaisiani e trepagnereschi, insomma gli opposti che si contrastavano avevano gli umori sopiti. Fino a pochi giorni fa notavo dei commenti sporadici ed educandi che si succedevano con scansioni temporali molto dilatate. Adesso, invece, è tutto cambiato. Non ne avevo dubbi! L’avvicinarsi di quel fatidico 11 ottobre alle ore 16, quando la Martos andrà a far visita ai campioni d’Italia della Montepaschi al PalaSclavo, sta però riattizzando il fuoco sacro del basket tra i nostri forumisti. L’odore del parquet ed il rumore della palla a spicchi rinverdisce le passioni. Questa Martos Napoli da oggetto misterioso sta diventando un oggetto di studio. I tifosi la stanno analizzando, ma noto che c’è nuovamente voglia d’innamorarsi. Vogliono difendere od attaccare la compagine del presidente telematico Papalia. Più si avvicina quella maledetta domenica di Siena e più sul forum noto la voglia di pallacanestro. Personalmente non vedo l’ora di rimettere piede al PalaBarbuto per assistere ad un match di serie A dove gioca la squadra della mia città. Sarà una stagione da vivere attraverso molte tribolazioni, ma spero che tutti gli amanti del basket di questa città daranno il proprio contributo per cercare di fare in modo che la squadra di serie A rimanga nella massima serie anche nella prossima stagione..

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ALLRED SALUTA «HO SBAGLIATO»

Allred

Su Internet, con un lungo sfogo, aveva compromesso i suoi rapporti con club e allenatore. Su Internet è tornato per salutare il pubblico napoletano. Lance Allred ieri ha affidato al sito basketime.it una lettera aperta annunciando la sua partenza per Pesaro, dove proverà a ottenere un contratto: «Ho commesso un errore. E a volte non c’è spazio per le scuse. Sono comunque grato di avere una seconda opportunità in Italia. Ciao Napoli, che il Vesuvio possa essere gentile con voi». Da ieri, anche Oglesby è un ex azzurro.


(Fonte: Leonardo Balletta – Gazzetta dello Sport)

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