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Basta con i giochi di palazzo!

Il futuro del basket lasciamolo ai Napoletani, ma soprattutto agli imprenditori napoletani. Basta mediazioni politiche o giochi di palazzo! Per far tornare il grande basket a Napoli occorre una seria programmazione di chi ha i soldi e le competenze giuste. Non mi piacciono i papocchi politici o i vari ammiccamenti che hanno portato a questo scompiglio. L’affaire-Papalia è la dimostrazione lampante che i compromessi politici non portano a niente, anzi mi correggo: abbiamo avuto la dimostrazione che gli inciuci portano solo a disastri. La Fip, la Lega, il Comune di Napoli e Papalia hanno combinato una catastrofe. Poi quando la frittata è stata fatta tutti si sono tirati indietro dando vita al più classico degli scaricabarili.

Però questo grande pasticcio è partito tutto da un equivoco di fondo. Ovvero l’intervento della politica in una questione privata. Ha fatto male il Comune a chiamare Papalia per contrastare chi aveva ventilato ipotesi di un trasferimento di Sant’Antimo a Napoli, ha fatto male la Fip ad avallare questo obbrobrio per cercare di riportare il basket in una piazza storica ed in una grande città, ha fatto male la Lega a non spiegare ai vari soggetti coinvolti che Papalia aveva seri problemi economici e che un suo trasferimento a Napoli non avrebbe risolto una già compromessa situazione.

Adesso bisogna resettare tutto, ma soprattutto non bisogna incorrere  negli stessi errori. Quindi consiglio a Comune, Fip e Lega di pensare alle proprie problematiche e non interessarsi delle sorti della pallacanestro napoletana. Ma di contro spero anche che venga fuori un imprenditore serio, facoltoso e ponderatamente animato dall’amore per il nostro sport che abbia un progetto valido. Solo un mecenate animato da spirito eroico potrebbe far rivivere quelle emozioni e quei trionfi provate fino a qualche anno fa. Poi solo dopo che questo nuovo progetto prenderà forma, allora le Istituzioni dovranno farsi vive e permettere a questo nuovo soggetto di operare al meglio dandogli gli spazi necessari e soprattutto garantendogli di non frapporre inutili ostacoli. Tutto senza inciuci o accordi sottobanco. Le Istituzioni non devono promettere contributi, perché da cittadino preferisco che i soldi della collettività vengano spesi per situazioni più serie ed urgenti anzicchè per il divertimento di un privato che vuole fare impresa attraverso il basket. Quindi ora aspettiamo alla finestra sperando di non assistere più ad altri papocchi stile-Papalia!

Nel frattempo qualcosa nel sottobosco si sta muovendo, ma prima di appoggiare questo o quel progetto bisognerà verificarne la reale fattibilità. Basta con le cose arrangiate: per fare basket ci vogliono i soldi e la passione. Napoli è una città orgogliosa e si è scocciata di queste mezze figure che ne hanno rovinato l’immagine e ne hanno ferito l’anima!

lupen

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Napoli e Papalia…

Papalia rappresenta il passato del basket a Napoli. Dopo le brutte figure che la sua società sta facendo in giro per l’Italia gli appassionati napoletani del mondo della palla a spicchi si stanno interrogando sui prossimi scenari ai quali assisteranno. Il presidente della Nuova Sebastiani (Napoli o Rieti?) sfruttando qualsiasi cavillo giuridico e regolamentare sta cercando di conservare almeno il titolo sportivo per la prossima stagione incurante del danno d’immagine per se e per tutto il basket italiano che questa sua scelta sta comportando. La Comtec, la Corte Federale e la Fip lo pressano cercando di trovare la via legale per cancellarlo da tutti i campionati professionistici. Papalia si sente accerchiato ed anche i vecchi amici, quelli che lo avevano assecondato in estate, si sono volatilizzati. La città di Napoli non ha mai abbracciato appieno il suo progetto. L’idea di rivedere la serie A all’ombra del Vesuvio era intrigante ad agosto, ma una società che in partenza si è dimostrata monca con tante fughe di dirigenti ed atleti ancor prima di partire, con un coach casertano da sempre osteggiato sia ai tempi di Caserta che di Reggio Emilia, con un roster composto dai vari Kruger, Oglesby, Allred e compagnia certo non poteva far innamorare una piazza competente, ma da sempre scettica e dubbiosa verso questa operazione apparsa ai più come una forzatura.

Papalia ha portato il suo titolo a Napoli giocandosi al sua ultima carta prima di affondare nel  baratro. Un bluff da vero giocatore d’azzardo. Il Comune, la Regione e la Fip ci sono cascati. Un imprenditore che non voleva rischiare il capitale o che non aveva addirittura capitale da mettere in gioco andava fermato prima. Adesso sono tutti bravi a scendere dal carro, ma questo carro non andava proprio fatto partire. Il presidente informatico che dialoga con i suoi estimatori e detrattori sul social network più trend del momento adesso dovrebbe fare un passo indietro. Papalia con grande onestà intellettuale dovrebbe chiedere scusa ai napoletani e dire che ci aveva provato, che se qualche amo avesse abboccato adesso ci sarebbe una squadra in serie A. Ma non si può recriminare se i vari potenziali sponsor contattati in agosto appena hanno fatto le proprie verifiche hanno declinato l’offerta di abbinare il proprio nome ad una realtà “perdente”  evitando così sia un danno d’immagine oltre che economico. Adesso però la situazione è precipitata. Ci vorrebbe un atto d’orgoglio e ritirare la squadra dal campionato. Napoli non merita questa ulteriore umiliazione pubblica che tra l’altro non si era neanche cercata.

lupen

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Perchè?

L’ennesimo colpo da kappaò che i tifosi del basket a Napoli hanno dovuto subire. Ma perché capita sempre a noi? Napoli resterà per l’ennesima volta senza basket. Magari Papalia ci ripensa, o aggiusta le cose con un clamoroso colpo di teatro, ma ormai non sarà più la stessa cosa…

A Napoli è tutto più difficile, diceva spesso il presidente Maione, ma poi concludeva: però tutto è più bello. Io avrei sempre omesso la seconda parte dell’incipit, però a Maione piaceva tanto. Papalia lascia perché è stato abbandonato dalle istituzioni e perché gli sponsor che gli erano stati promessi non erano poi così interessati all’argomento. Mi immagino la scena: piena estate, i vari politicanti gli fanno: “Gaetà se vieni qui con il titolo di serie A ti diamo due contributi pesanti, proviamo a buttarci dentro anche la Provincia, anche se sarà difficile perché lì ci sta Cesaro, però non ti preoccupare perché male che vada ti diamo due o tre sponsor istituzionali che coprono tutte le spese”.  Così Papalia arriva a Napoli in pieno agosto e dice ai vari politicanti: “Chi sono gli sponsor? Chi mi dà una mano?” E l’assessore di turno:  “Eccoti i numeri di telefono: puoi chiamare anche a nome nostro”… Mha!

Ma mi domando e dico: ma che si immaginava Papalia? Che arrivava lui e gli facevano ponti d’oro? Qui a Napoli la classe politica è inesistente, la città è ridotta maluccio e non si vede una via d’uscita, e non solo in ambito sportivo. Il presidente Maione, che qualcosina ha vinto e che davvero ci ha fatto vedere il grande basket, avrà commesso anche tanti errori, ma vanta ancora crediti dal Comune per una cifra superiore ai due milioni di euro. Mi sembra ancora di sentire la vocina: “Vuoi il palazzetto adeguato per iscriverti all’Eurolega? Mario anticipa tu, poi te li diamo”…

Promesse non mantenute. Bastava che Papalia facesse una telefonata al suo predecessore e non avrebbe portato il suo giocattolo alle nostre latitudini, a meno che non fosse stato insano di mente. Una telefonata allunga la vita. “Mario ma le Istituzioni a Napoli mantengono le promesse? Mario ma il PalaBarbuto? Il Mario Argento a che punto sta?” Forse non aveva il numero, ma bastava industriarsi un po’…

Insomma dobbiamo registrare l’ennesimo fallimento di una squadra di basket di serie A a Napoli. L’ennesima delusione per chi ci ha creduto a dispetto di tutto e tutti. La cosa che mi fa più rabbia? Mi ero affezionato a questa squadra ed a chi ci lavorava…

Lucio Pengue

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Sette su sette…

Ancora una sconfitta! Adesso il cammino si fa davvero impervio. Una settimana, tre partite, tre scontri diretti, tre sconfitte consecutive. Una serie interminabile di risultati negativi che tarpano le ali ad una Martos che però a Cremona ed a Ferrara almeno ha dimostrato di avere carattere. Tsaldaris, Jones, Skele e Traylor sono campioni di indiscusso valore. Gabini sta lentamente trovando la forma. I napoletani si stanno anche incominciando ad affezionare a questa squadra. Però senza vittorie questo processo di empatia può trasformarsi in un amen in un processo irreversibile di antipatia. Sabato sera Napoli affronterà la Benetton Treviso. Un match che potrebbe far scoppiare nuovamente l’amore ma solo a patto che arrivi la prima vittoria stagionale. Mi piacerebbe rivedere per l’occasione gli spalti nuovamente affollati dai ragazzi delle società sportive napoletane, dalle loro famiglie e dagli studenti delle scuole di Napoli. Tanti appassionati dell’ultima ora che potrebbero con il loro innato entusiasmo trascinare questa Martos ormai con il morale sotto i tacchi al suo primo successo!

Ps: Sabato sera contro la Benetton mi piacerebbe vedere in campo anche il nuovo play… ma per questo forse bisognerà attendere ancora un po’ di tempo…

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Domani è un altro giorno, si vedrà…

Un derby è sempre un derby, ci si aspettava furore e carica agonistica da Napoli. Dieci minuti di buon basket, però sono troppo pochi, un’inezia direi. Dopo il -40 rimediato contro Caserta mi sono venute alla mente due considerazioni. La prima: questa squadra non ha neanche una possibilità di salvarsi. La seconda: questa squadra fortunatamente non giocherà mai più in serie A! Infatti la Martos non schiererà mai più un quintetto con Kruger, Jones, Tsaldaris, Muurinen e Spippoli. E meno male!

Voglio però essere un briciolo ottimista: in settimana arriveranno un play americano (chiunque firmerà per la Martos sarà sicuramente più forte di Kruger), Skele potrà finalmente giocare, a presidiare i tabelloni ci sarà Bob Traylor ed inoltre verrà reintegrato Gigena. Insomma rispetto alla debacle di sabato sera, a Cremona  ci dovrebbero essere quattro giocatori in più, ed  un Kruger ed un comunitario in meno (farà le valigie infatti uno tra Drobnjak e Muurinen).

Pasquini ha polso e competenza, è giovane ed affamato, ma dovrà gestire una patata bollente. La salvezza a mio avviso è possibile, ma non per bravura di Napoli. Mi spiego meglio. Dopo queste prime quattro giornate ho potuto studiare tutte le squadre di serie A. Il livello del nostro torneo è decisamente basso. L a crisi economica ha colpito tanti club. I budget sono risicati e quindi non ci sono tanti campioni in giro. In quest’ottica il presidente Papalia ha fatto tante scommesse e potrebbe addirittura vincerne qualcuna. Certo i prossimi due appuntamenti, a Cremona ed in casa contro Montegranaro, saranno già decisivi. Vincerne due sarebbe un’incredibile iniezione di fiducia, e se ciò dovesse verificarsi,  tutti i giudizi palesemente negativi, ma soprattutto meritati, dei tanti tifosi partenopei  potrebbero essere anche rivisti…

Non sono un appassionato di ippica, ma se non sbaglio le partenze ad handicap nello sport delle corse tra cavalli sono all’ordine del giorno, fortunatamente Papalia è un esperto, quindi speriamo che alla fine abbia ragione lui…

Lucio Pengue

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Date al forum quel che è del forum!

Il forum lo leggo spesso, è quasi la prima cosa che faccio appena accendo il mio pc. Il forum di basketime è una piazza virtuale dove ci si confronta, si chiacchiera amabilmente, il più delle volte, di pallacanestro. Ci sono pensieri controversi, tante opinioni che si confrontano. Fazioni e contro-fazioni. Insomma assisto, da spettatore neutrale, alle varie diatribe.
Ultimamente notavo che però il forum non era più frequentato come ai tempi del Basket Napoli di maionesca memoria, lo trovavo un po’ moscio… Guelfi e Ghibellini, democratici e repubblicani, morandaisiani e trepagnereschi, insomma gli opposti che si contrastavano avevano gli umori sopiti. Fino a pochi giorni fa notavo dei commenti sporadici ed educandi che si succedevano con scansioni temporali molto dilatate. Adesso, invece, è tutto cambiato. Non ne avevo dubbi! L’avvicinarsi di quel fatidico 11 ottobre alle ore 16, quando la Martos andrà a far visita ai campioni d’Italia della Montepaschi al PalaSclavo, sta però riattizzando il fuoco sacro del basket tra i nostri forumisti. L’odore del parquet ed il rumore della palla a spicchi rinverdisce le passioni. Questa Martos Napoli da oggetto misterioso sta diventando un oggetto di studio. I tifosi la stanno analizzando, ma noto che c’è nuovamente voglia d’innamorarsi. Vogliono difendere od attaccare la compagine del presidente telematico Papalia. Più si avvicina quella maledetta domenica di Siena e più sul forum noto la voglia di pallacanestro. Personalmente non vedo l’ora di rimettere piede al PalaBarbuto per assistere ad un match di serie A dove gioca la squadra della mia città. Sarà una stagione da vivere attraverso molte tribolazioni, ma spero che tutti gli amanti del basket di questa città daranno il proprio contributo per cercare di fare in modo che la squadra di serie A rimanga nella massima serie anche nella prossima stagione..

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Guardo il palazzetto da qua su…

Solitamente quando vado a vedere le partite ho il vizio di guardare sempre quello che succede intorno a me. Mi soffermo sulle persone, do uno sguardo agli spalti, a dove sono sedute le autorità, se riconosco qualche amico in tribuna o in curva. Insomma mi piace guardare il popolo del basket, osservare le espressioni, scrutare la passione che anima chi affolla il palazzetto dello sport.

E questo vizio mi ha seguito anche in occasione del Memorial Mangano di Scafati. Lo spettacolo però era desolante, quasi quanto quello visto in campo. Ma non starò qui a parlare della squadra, non la voglio giudicare. Anche perché sarebbe impossibile. Perdere nettamente contro due formazioni di metà classifica di Legadue non mi fa certo sorridere, ma non voglio abbattermi, anche perché mancano ancora due tasselli; solo dopo aver completato il mosaico proverò a dare un giudizio su questa squadra.

Pochissimi i tifosi sugli spalti, pochissimi. I napoletani ancora meno. Pochissimi di quei volti che mi hanno accompagnato per tanti anni dell’era-Maione. Non ci siamo. Significa che questa Nuova Sebastiani Napoli è partita con il piede sbagliato. Ma lo zoccolo duro, non vuole essere incantato, prima di dare nuovamente il cuore per questa squadra vuole segnali forti, la gente vuole sognare e vuole una squadra in cui identificarsi, appena Papalia ci riuscirà, se ci riuscirà, il popolo del basket tornerà al seguito dei propri beniamini.

Ma in tribuna cercavo altro. Volevo trovare tutti quei personaggi che a luglio hanno così tanto spinto e sponsorizzato il passaggio della società di Papalia da Rieti a Napoli. Dov’erano i vari politici, i vari assessori e tutti quelli della Federazione e della Lega che hanno preso i meriti del ritorno del basket a Napoli? Volevo che gli occhi di tutti quelli che erano accorsi in pompa magna in un afoso pomeriggio d’agosto nella sala stampa del PalaBarbuto a godersi questo improvviso ritorno, avessero visto questa squadra essere umiliata da Scafati e da Veroli senza che sulla maglia comparisse un solo nome di uno sponsor. La squadra non è forte e se rimarrà così retrocederà sicuramente, quindi perché chi ha voluto questo trasferimento adesso sta a casa a godersi il ragù domenicale?

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